Milano, 19 febbraio 2021 - E' un venerdì di passione per mezza Italia, che si prepara a parecchie "retrocessioni" sul fronte del cambio di colore delle regioni: mezzo paese infatti rischia di passare dal giallo all'arancione. con la Lombardia che resterà zona gialla e l'Abruzzo che sembra invece fatalmente destinato ad approdare al rosso, dopo aver già messo in lockdown le province di Pescara e Chieti. Ma il presidente della regione Marco Marsilio fa notare che l'Rt sarebbe sceso da 1.22 a 1.17. "Per questo - sottolinea il governatore abruzzese - ci attendiamo che la cabina di regia confermi la classificazione in zona arancione". Attese e speranze appese ai numeri. L'ultima parola spetta ai dati del monitoraggio dell'Istituto Superiore della Sanità. E pesa la diffusione delle varianti. In controtendenza la Valle d'Aosta, che potrebbe  essere la prima regione a entrare in zona bianca, qualora fosse confermata per la terza settimana consecutiva l'incidenza di meno di 50 persone positive su 100mila abitanti, requisito necessario per passare al livello più basso della scala di rischio.

Indice Rt in aumento 

Rt in crescita in Italia. Nel periodo 27 gennaio-9 febbraio, l'indice di contagio medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0.99 (range 0.95- 1.07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l'uno. E' quanto emerge dal monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità. "Dieci Regioni e Province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1 - si legge nella bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute -, di cui 9 anche nel limite inferiore" del range, "compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente. Le altre Regioni e province autonome hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario di tipo 1".

Indice di contagio Covid: cos'è l'Rt e perché è così importante

Iss: ricoveri sopra soglia critica in 5 regioni

Sempre alto, ma sotto la soglia critica del 24% il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale. In particolare, secondo quanto riportato nella bozza del monitoraggio settimanale di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute "si osserva una stabilità nel numero di Regioni/Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica". Si tratta di 5 Regioni/Province autonome.  Complessivamente, invece, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve diminuzione da 2.143 (9 febbraio 2021) a 2.074 (16 febbraio); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche
in lieve diminuzione, passando da 19.512 a 18.463" nello stesso periodo. 

Sei regioni a rischio "retrocessione" in zona arancione

Delle regioni a rischio arancione (ci sono anche Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte),  ben quattro hanno annunciato di avere un Rt inferiore a 1 e quindi dentro l'area gialla. "Con i numeri attuali - ha annunciato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga - resteremo in zona gialla". Cautela dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: "Anche se rimanessimo in zona gialla dico comunque attenzione". Per il governatore del Piemonte Alberto Cirio "la situazione è stabile. L'Rt, seppur in lieve crescita, rimane comunque sotto l'1, quindi i numeri sono da Piemonte in zona gialla". In bilico, restano Emilia-Romagna e Marche, con l'"incognita colorata" che coinvolge anche la Basilicata, seppur con una pressione ospedaliera sotto il limite di allerta.