Trento, 15 febbraio 2021 - Code di mezzi pesanti per oltre 40 chilometri. E' critica la situazione al passo del Brennero, dove al momento la temperatura è di -10 gradi, per i mezzi incolonnati fra Bressanone ed il Brennero. Per i viaggi la cui destinazione si trova in Germania oppure deve essere raggiunta attraverso la Germania, all'ingresso in Tirolo, non solo al Brennero, ma anche a passo Resia e al valico di San Candido-Prato alla Drava, serve un tampone negativo Pcr o antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti. Per questo motivo da ieri sera è stato predisposto nell'autoporto Sadobre, a Vipiteno, un presidio per eseguire tamponi rapidi antigenici. I transiti in direzione nord al Brennero durante la mattina sono stati nell'ordine di circa 40/50 veicoli l'ora,
mentre in direzione sud si registrano ancora 3/400 transiti l'ora. 

Per evitare situazioni di congestioni al traffico vengono effettuati dei controlli lungo l'A22 Autostrada del Brennero a Verona ed Affi. In assenza di un certificato, i veicoli vengono deviati verso l'A4, l'A23 per entrare in Austria attraverso il valico di Tarvisio, informa la Centrale di viabilità della Provincia di Bolzano.

Ma tanto è bastato per scatenare la polemica: "Sui tamponi al Brennero, si applichi il principio di reciprocità", è l'appello del presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè, al neoministro dei Trasporti, Enrico Giovannini, e al presidente del Consiglio, Mario Draghi, ai quali la Confederazione ha scritto una lettera. "La questione dei tamponi, obbligatori per chi entra in Austria ed è diretto in Germania, sta creando enormi disagi agli autisti dei Tir provenienti dall'Italia". Dalle 3 di oggi è stata
chiusa al traffico pesante l'autostrada A22 da Verona in direzione nord, e tutto il traffico dirottato su Travisio. Per i camion che ieri sera si trovavano sul tratto interessato della A22 (oltre 800 mezzi) è stata istituita un'area per i tamponi, e solo con esito negativo del test i conducenti potranno proseguire il viaggio. "Ma gli autisti che dovessero risultare positivi dove verranno indirizzati? Dovranno abbandonare il mezzo, e dove?", si chiede Uggè.

"Anche l'Italia faccia i tamponi ai conducenti provenienti dalla Germania e dall'Austria, disponendo unità mobili di controllo - propone Uggè - Se gli autisti italiani vengono considerati portatori di virus, non si vede perché il principio non debba valere per tutti. Chiedo poi che fine abbia fatto il Corridoio verde europeo che ha consentito fino a oggi di gestire con equilibrio la crisi emergenziale e la necessità di garantire la circolazione di mezzi indispensabile per l'approvvigionamento dei beni", aggiunge Uggè.
"Il Governo investa subito della questione le autorità della Ue", conclude il presidente di Conftrasporto.