Coronavirus
Coronavirus

Milano, 29 novembre 2020 - Nel primo giorno da zona arancione, e in attesa del Dpcm Natale che stabilirà le 'regole d'ingaggio' per le feste, la Lombardia attende i dati del bollettino coronavirus fiduciosa in una conferma del contenimento dei contagi. Ieri in regione sono stati registrati 4.615 nuovi casi e 119 morti, con un rapporto contagi/tamponi del 12,4%. In calo i ricoveri, sia in terapia intensiva (-6, 919 in totale) sia negli altri reparti  (-253, 7.616 in totale), mentre i guariti/dimessi sono stati 4.736. 

Bollettino Covid Lombardia

Oggi invece i contagi sono 3.203, a fronte di 28.434 tamponi, per un rapporto nuovi positivi/tamponi dell'11,2%, dunque in calo di oltre un punto percentuale rispetto a ieri e al di sotto della media nazionale che si attesta all'11,7%Diminuiscono anche oggi i ricoverati, sia nei reparti (-216, 7.400 in totale) che in terapia intensiva (-12, 907 in totale). I decessi odierni sono 135 (21.647 dall'inizio della pandemia) mentre i guariti/dimessi sono 756. Per quanto riguarda la suddivisione provinciale, i nuovi casi vedono Milano a quota 973 (di cui 386 a Milano città), Bergamo a 138, Brescia a 322, Como a 215, Cremona a 72, Lecco a 84, Lodi a 58, Mantova a 121, Monza Brianza a 649, Pavia a 167, Sondrio a 174, Varese a 152.

Coronavirus Lombardia 29 novembre

Bollettino Covid Italia / Pdf

E' di 20.648 nuovi casi e 541 morti il bilancio della pandemia da Covid in Italia nelle ultime 24 ore. Da ieri sono stati effettuati 176.934 tamponi. Secondo i dati del ministero della Salute, in terapia intensiva risultano attualmente ricoverate 3.753 persone, con un calo di 9 unità da ieri. I 13.642 guariti da ieri portano il totale a 734.503. Tra le regioni, l'incremento maggiore si registra anche oggi in Lombardia con 3.203 nuovi casi.

Riaperture e polemiche

Nel frattempo nelle città lombarde, Milano in primis, va in scena la prima vera giorntata di shopping natalizio, grazie all'allentameto delle misure restrittive che, in attesa del ritorno in classe domani degli studenti delle scuole medie per le lezioni in presenza, riguardano in particolare la riapertura dei negozi. Lo stesso governatore Attilio Fontana ieri aveva invitato a sostenere gli esercizi commerciali, esortando a "comprare lombardo". A Milano è stato preso d'assalto corso Buenos Aires, via dello shopping generalista per eccellenza, ma anche in centro si sono riversate tante persone per fare acquisti nelle boutique in Galleria e corso Vittorio Emanuele. Una situazione potenzialmente pericolosa dalla quale aveva messo in guardia l'infettivologo Massimo Galli: "Se non si manterranno tutta una serie di precauzioni, andremo di nuovo a sbattere", aveva detto a Otto e Mezzo su La7. Un altro fronte di discussione riguarda invece i ristoratori, costretti a rimanere ancora chiusi a differenza dei colleghi negozianti: "Siamo stremati, senza ulteriori aiuti la ristorazione muore", il grido d'allarme della categoria. Discorso analogo per i gestori degl impianti di sci che, insieme a tutto l'indotto del turismo invernalerischiano di vedere compromessa la stagione turistica

Virus transfrontaliero

Sul fronte sanitario, invece, si segnala il caso di Piuro, piccolo Comune valtellinese al confine con la Svizzera. Qui, secondo quanto riferito dal sindaco Omar Iacomella, due terzi dei 70 contagi (pari al 3,51% della popolazione) sono riconducibili ai lavoratori frontalieri