Milano, 1 dicembre 2020 - Con 4.048 nuovi casi in 24 ore, oggi la Lombardia torna a guidare la triste classifica delle regioni più colpite dal virus in Italia (ieri, con 1.949 positivi, era terza dopo Emilia e Veneto). All'incremento dei tamponi processati (oggi 34.811 contro i 16.987 di ieri) corrisponde inevitabilmente l'aumento dei positivi. Ma ciò che più preoccupa è la curva dei decessi, costantemente in crescita, e che oggi fa registrare ben 249 morti contro i 208 di ieri. Numeri che portano il totale delle vittime a 22.104 dall'inizio dell'emergenza in regione. Risale lievemente il rapporto tramponi-positivi, che oggi tocca l'11,6% contro l'11,3% di ieri. Migliora invece la situazione sul fronte degli ospedali, dove le terapie intensive fanno registrare 30 ricoveri in meno (876 i posti letto attualmente occupati). In calo anche i ricoveri gli altri reparti, dove si registrano 91 posti in meno, con il totale che scende a 7.342. I guariti/dimessi sono 8.174.

I dati nazionali

Crescono anche a livello nazionale i nuovi casi, che oggi registrano 10.350 positivi in più nelle ultime 24 ore. E crescono anche le vittime: +785, con la Lombardia che torna a guidare la classifica delle regioni più colpite: 4.048 nuovi contagi, seguita con largo distacco da Veneto (+2.535 positivi), Lazio (+1.669), Puglia (+1.659) ed Emilia Romagna (+1.471). Intanto è sempre più chiaro che la via d'uscita è affidata ai vaccini, e accelera ancora la corsa all'approvazione di quelli "candidati".

I dati delle province

Il virus rallenta la sua corsa a Milano, che oggi è al terzo posto nella classifica delle province lombarde più colpite. Dei 4.048 nuovi casi registrati in regione, 885 si concentrano nell'area metropolitana, di cui 342 nel capoluogo (ieri 940 in provincia e 345 in città). Mentre è Varese a preoccupare ancora con 1.036 nuovi casi (ieri + 94), seguita da Como con 893 positivi in 24 ore, contro i 33 di ieri. Numeri decisamente più contemuti a Pavia: +230 nuovi contagi e a Monza e Brianza: +212, che pure per settimane è stata seconda per numeri di nuovi casi. Seguono con netto distacco: Brescia con 159 casi, Bergamo con 129, Mantova con 126, Lodi con 111, Lecco con 108, Cremona e Sondrio con 41.

Dati Covid in Lombardia dell'1 dicembre

 

Mortalità Covid: la seconda ondata flagella Milano

Nel primo giorno di dicembre, quando gli occhi sono puntati sul Dpcm Natale che detterà le regole anti Covid per le feste, arriva la doccia fredda del report del ministero della Salute sulla mortalità giornaliera per Coronavirus. Il bilancio delle vittime della seconda ondata nel capoluogo lombardo pesa come un macigno, con  +83% di decessi  nel mese appena passato.  A novembre (dati aggiornati al giorno 17) si registra il 75% in più di decessi rispetto alla media nelle città del Nord, e il 46% in più per le città del Centrosud come emerge dal report sull'"Andamento della mortalità giornaliera (SiSMG) nelle città italiane in relazione all'epidemia di Covid-19". 

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Gallera: probabile terza ondata a gennaio

Nonostante i segnali positivi, politici ed esperti concordano sulla necessità di non abbassare la guardia. "Probabilmente avremo una terza ondata, questa arriverà a gennaio", ha detto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera in Consiglio regionale, rispondendo a una interrogazione delle opposizioni che chiedevano iniziative urgenti "per ridurre il livello di tensione tra Direzioni generali delle aziende ospedaliere e medici ospedalieri". "Abbiamo bisogno che le persone in prima linea ritrovino la forza, la motivazione per continuare ad andare avanti a curare le persone che inevitabilmente andranno negli ospedali. Il mio impegno è assoluto", ha aggiunto Gallera. Nel frattempo, la Regione continua la sua corsa al vaccino. E proprio Gallera, oggi, ha presentato i primi punti del piano che sta studiando per l’arrivo delle dosi. L'assessore al Welfare ha reso noto che sono state assunte 3.500 persone in Regione Lombardia per far fronte all'emergenza Covid-19, tra personale destinato al contact tracing e alle attività degli ospedali. "Il tema del contact tracing e della pressione sugli ospedali - evidenzia Gallera - sono saltati in quasi tutte le Regioni ed evidentemente anche nella nostra Regione. Ma in questi mesi tante sono le cose che la Lombardia ha fatto, le possiamo giudicare sufficienti o insufficiente, adeguate o inadeguate, ma non si può non tenere conto delle grandi attività compiute".

A Mantova un reparto per donne in gravidanza positive

L'ospedale di Mantova si attrezza e riconverte un'ala da reparto dedicato alla procreazione assistita, ad 'hub' per le donne in gravidanza risultate positive al Covid. Due stanze singole (e una terza stanza da utilizzare in caso di necessità), saranno allestite nei corridoi prima dedicati alle coppie che avevano difficoltà ad avere figli (attività momentaneamente sospesa). Al percorso nascita per le donne colpite da coronavirus sono dedicate anche un'ostetrica e un'infermiera. Fino a ieri un reparto simile, in Lombardia, era presente solo agli Spedali Civili di Brescia

Visite e tamponi a domicilio: in prima linea con le Usca

Sono gli angeli custodi di chi combatte il virus in casa propria, perché asintomatico o non ha bisogno di ricovero. I medici delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) tra Bergamo e provincia rispondomo a circa 60 richieste ogni giorno, effettuando visite e tamponi a domicilio. Ed è solo una parte del lavoro che viene svolto quotidianamente dalle Usca. Arianna Rotasperti, 28 anni, medico al secondo anno di specializzazione, ha scelto di lavorare in prima linea nell'emergenza Covid. "Ogni volta si entra in casa di una persona diversa - racconta Ariana -, ognuna con una storia e una condizione particolare. Per una mezz'ora sei parte di una realtà completamente nuova e poi tutto riparte". 

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Sindrome di Kawasaki e Covid: ricoverati 3 bimbi 

Intanto riaffiora un timore già ventilato da alcuni pediatri nella prima ondata, e cioè la possibile correlazione tra sindrome di Kawasaki e Covid-19 nei bambini. I dubbi emergono in relazione al ricovero all'ospedale Sant'Anna, nelle scorse ore, di tre bambini, di 5, 3 e 2 anni, residenti in comuni della provincia di Como. Per due di loro si è reso necessario il trasferimento nelle terapie intensive pediatriche di Bergamo, ospedale Papa Giovanni XXIII, e di Milano, ospedale Buzzi, stante l'interessamento infiammatorio del tessuto cardiaco. Il terzo bimbo è tuttora ricoverato al Sant'Anna dove si stanno ultimando i necessari accertamenti. Febbre alta da oltre tre giorni, congiuntivite, eruzioni cutanee, gonfiore, arrossamento delle mani e dei piedi sono i principali sintomi della malattia di Kawasaki, una rara malattia infiammatoria che colpisce i vasi sanguigni (vasculite) e in genere i bambini di età inferiore ai cinque anni. 

 

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