Milano, 30 novembre 2020 - Oggi, lunedì 30 novembre, i nuovi casi di coronavirus in Italia sono 16.377 mentre le vittime sono 672  In Lombardia sono 1.929 i contagi accertati (di cui 268 ‘debolmente positivi’ e 56 a seguito di test sierologico) su 16.987 tamponi. Sale - ma solo dello 0,1% - il rappporto tamponi-positivi, oggi all11,3%. Ancora alto il numero dei decessi, oggi 208, contro i 235 di domenica (21.855 da inizio pandemia). Calano di una unità le terapie intensive (906), salgono di 33 i ricoveri (oggi 7.433). Nuovo forte incremento di guariti/dimessi, oggi 8.940 (in totale 260.528 di cui 6.050 dimessi e 254.478 guariti). Oggi la Lombardia, per la prima volta dall'inizio della seconda ondata, è terza per nuovi contagi, alle spalle di Emilia Romagna (2.041 contagi per 10.992 tamponi) e Veneto (2.003 per 8.985 tamponi). Un dato particolarmene significativo perché la regione ha processato nelle ultime 24 ore il più alto numero di tamponi a livello nazionale, dopo il Lazio. "Ormai siamo a un plateau con una tendenza al ribasso – ha spiegato il virologo Fabrizio Pregliasco –. Chiaro che c’è un plateau anche nei decessi, però il miglioramento lo vedremo più avanti perchè è l’ultimo parametro che migliora". In Italia la velocità di crescita dei contagi si è raffreddata o ha rallentato molto. Ma il Paese (Lombardia in testa) non si trova ancora in una zona di sicurezza. Per questo le prossime settimane, almeno fino a fine dicembre, sono decisive

Prima settimana in zona arancione

Oggi si è aperta la prima settimana della Lombardia in zona arancione. L'allentamento delle misure è scattato ieri. Tre le principali novità. Il primo: gli studenti di seconda e terza media sono tornati a fare lezione in presenza. Secondo cambiamento: all’interno del Comune di residenza o domicilio ci si può spostare senza l’autocertificazione. Infine gli esercizi commerciali possono stare stare aperti senza più distinzione tra quelli che vendono generi alimentari o beni di prima necessità e quelli che vendono altro. (Le regole della zona arancione). Proprio il ritorno allo shopping è finito al centro delle polemiche. Infatti nel giorno dell'addio alla zona rossa, a Milano è partita la corsa allo shopping.  Ieri le principali vie, a partire da corso Vittorio Emanuele, sono tornate a ripopolarsi (VIDEO). Corso Buenos Aires, che con quasi due chilometri concentra oltre 350 vetrine, si è affollata per gli ultimi affari del Black Friday (VIDEO).  Immagini che hanno fatto insorgere la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa"E' abbastanza sconcertante - ha commentato - che le persone stentino così tanto a comprendere la gravità della situazione e il fatto che queste situazioni dipendono dai comportamenti di ognuno di noi". Del resto, sebbene i numeri dell'emergenza Covid-19 in Lombardia siano in lento ma costante miglioramento, la regione resta l'area più colpita dalla diffusione del virus e gli ospedali sono ancora sotto pressione.

Bollettino Covid Italia lunedì 30 novembre / Pdf

In base al quotidiano bollettino sull'andamento dell'emergenza Coronavirus, emesso dal Ministero della Salute e dall'Istituto Superiore della Sanità, sono 16.337 i nuovi casi di Coronavirus in Italia, 4.311 in meno rispetto a quelli fatti registrare ieri, quando furono 20.648. Un netto miglioramento da ascrivere però soprattutto alla sensibile diminuzione di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore (130.524 contro 176.934 di ieri). Ancora altissimo, invece, il numero delle vittime, che nelle ultime 24 ore sono 672, per un totale da inizio pandemia di 55.576. Attualmente i positivi scendono a 788.471 (17.300 meno di ieri, quando erano 795.771), 751.540 dei quali in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale sono 33.187 (308 in più rispetto a 24 ore fa), 3.744 dei quali in terapia intensiva, con 9 posti occupati in meno rispetto a ieri. A livello regionale, non è piu' la Lombardia la zona d'Italia più colpita ma l'Emilia Romagna seguita dal Veneto. La Lombardia è però la regione con il maggior numero di positivi (125.408), seguita dalla Campania (104.527) e dal Lazio (90.201). 7.433 i ricoverati in Lombardia, seguita da Piemonte 4.737 e Lazio 3.384, che sono anche le tre regioni che hanno il maggior numero di posti in terapia intensiva occupati. Le regioni che vanno meglio sono la Valle D'Aosta, con solo 47 nuovi casi e il Molise con solo 62 ricoverati.

Bollettino Covid Regione Lombardia 30 novembre

Prima per nuovi contagi anche oggi la provincia di Milano con 940 contagi, di cui 345 nel capoluogo. Al secondo posto Monza e Brianza con 332, seguita da Brescia con 122 e Bergamo con 102. Sotto la soglia dei cento casi giornalieri le altre province. Incremento di 94 a Varese, di 92 a Lecco. Aumento di 64 a Pavia e di 50 a Cremona. Como cresce di 33, Sondrio di 27, Lodi di 16. Aumento a una cifra a Mantova

Coronavirus, i dati di lunedì 30 novembre

Signorelli: "Misure mirate hanno funzionato"

Per Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano: "Siamo più tranquilli: la curva della seconda ondata, iniziata il 1 ottobre, è stata contenuta in circa 10 settimane. Un po' come era accaduto con la prima ondata". "E' vero, il lunedì il numero dei positivi risente sempre del calo di tamponi nel fine settimana, ma il trend è chiaramente in discesa", ha sottolineato l'esperto. "Certo, ci sono state delle differenze: nella prima ondata la curva è stata alimentata soprattutto dalle regioni del Nord, questa invece è stata più omogenea. Inoltre nella seconda ondata" la corsa del virus è stata frenata "senza un lockdown totale".  "Misure più mirate hanno funzionato - sintetizza Signorelli - Questo però non vuol dire che dobbiamo cantare vittoria: restiamo prudenti. Le decisioni politiche nei prossimi giorni devono tener conto di temi che vanno oltre l'aspetto scientifico, parlo di aspetti economici e sociali. Ma ora dobbiamo ridurre le misure riducendo però al contempo il più possibile il rischio di contagio. E questo ben sapendo che la gran parte dei contagi, in questa seconda ondata, è stata di origine domestica".

Il grafico dai dati del Ministero della Salute sull'andamento dei nuovi casi in Italia

Andamento nuovi positivi in Italia (Ministero della Salute)

Il timore di un "liberi tutti"

Come ribadito in più occasioni dallo stesso governatore Attilio Fontana l'approdo alla zona arancione non è un "liberi tutti". "State attenti - ha detto - non assembratevi troppo, tenete sempre la mascherina e lavatevi le mani. Non si devono diffondere errate convinzioni che sia finito tutto. Non abbiamo ancora superato il momento difficile. Finché il vaccino non sarà dato a tutti i cittadini, dobbiamo convivere con il virus". Invito alla prudenza anche da Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano: "Il punto è che c'è ancora moltissimo virus che circola e appena ottenuto l'accenno di un risultato non si puo' pensare ad una situazione di 'liberi tutti', l'abbiamo già vissuta questa esperienza...", quindi "è evidente che se non si mantengono le precauzioni si vedranno le conseguenze che abbiamo già vissuto". 

All'ospedale di Cinisello si può dire addio ai pazienti Covid terminali

Uno degli aspetti più drammatici dell'emergenza Coronavirus è sicuramente il fatto che gli ammalati sono spesso costretti a morire lontano dai loro affetti, circondanti da medici e infermieri che celano la loro umanità dietro alle mascherine, alle visiere e ai camici monouso che li rendono irriconoscibili. In tanti mesi, sono centinaia i pazienti morti all'ospedale Bassini senza riuscire a ricevere un ultimo saluto da chi li ha accompagnati per tutta la vita. Da qui è nato il progetto che l'Asst Nord Milano ha voluto realizzare all'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo per consentire ai pazienti più gravi di ricevere un'ultima carezza e un saluto dai parte dei loro cari.  L'azienda sta sperimentando da qualche giorno un percorso controllato che consente l’ultimo saluto ai pazienti terminali Covid positivi. 

Occhi puntati sul Dpcm Natale

Nel frattempo, continua la trattativa sul Dpcm di Natale, quello che dovrebbe arrivare entro venerdì 4 dicembre (giorno dell'entrata in vigore). Oggi vertice straordinario dei presidenti di Regione, per cercare una linea comune in vista del confronto col Governo sul prossimo provvedimento anti-Covid. L'intesa andrà trovata in particolare su spostamenti e orari dei locali. L'intenzione del governo è di mantenere il coprifuoco; di tenere chiusi tutti i ristoranti a Natale, Santo Stefano, San Silvestro, Capodanno, Epifania; di non consentire il turno serale neppure nelle zone gialle per tutto il mese di dicembre; di lasciare più spazio solo allo shopping prenatalizio. Il dilemma ristoranti andrà sciolto contemporaneamente agli altri nodi delle festività: mobilità tra regioni e spostamento congiunti. Le ultime indiscrezioni parlano di un blocco degli spostamenti tra regioni dal 20 dicembre fino all'Epifania. Occhi puntati però sulle possibili deroghe: il governo, domani, dovrà decidere le modalità con le quali concedere l'eventuale ritorno a casa dai genitori anziani. Per quanto riguarda i coniugi dovrebbe essere concesso il ricongiungimento, esteso anche alle coppie conviventi. La mancata apertura degli impianti per le festività natalizie, pare ormai cosa certa.

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