"Se non convinciamo la gente a vaccinarsi, le cose si metteranno male". È chiaro il messaggio di Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova. L'infettivologo, che abbiamo imparato a conoscere come uno dei massimi esperti italiani di Covid-19, grazie anche alle sue numerose apparizioni in tv, riceve ogni giorno minacce di morte dai no-vax e crede che sarà impossibile convincere tutti, ma per lui resta fondamentale parlare agli scettici e ai timorosi (che non sono no-vax). Anche perché la situazione sanitaria sta nuovamente peggiorando.

Professore, qual è la situazione nei vostri reparti?
Nelle ultime settimana c'è stato un incremento di ricoveri, principalmente di persone non vaccinate. Su 120 ingressi negli ultimi mesi, 117 erano persone non vaccinate. Ovviamente può esserci l'infezione anche tra soggetti non vaccinati, soprattutto se immunodepressi a causa di patologie pregresse o di particolari terapie, ma i numeri degli ultimi giorni parlano chiaro.

Che tipo di pazienti sono ricoverati?
Giovani. Sempre più giovani. Ieri abbiamo ricoverato una ragazza di 29 anni. La media si sta abbassando. Il più anziano che abbiamo ricoverato nell'ultima settimana ha 55 anni.

Di questo passo cosa ci aspetta?
Con 5mila contagi quotidiano siamo quasi allo stesso punto del Regno Unito un mese e mezzo fa, che oggi ha 30mila positivi al giorno. I dati che arrivano da lì sono comunque abbastanza incoraggianti, perché a fronte di un aumento di contagi non c'è stato un contestuale aumenti dei ricoveri e c'è stato solo un aumento limitato dei decessi.

Ma il Regno Unito è più avanti di noi nelle vaccinazioni.
Il punto, infatti, è convincere le persone a vaccinarsi. Oggi abbiamo ancora un terzo degli italiani che non si sono prenotati. Non possiamo permetterci di arrivare al prossimo autunno con il 30-35 per cento degli italiani non vaccinati.

E come si fa?
Dobbiamo spiegare la bontà della vaccinazione. Non tutti si possono convincere: i no-vax radicali portano avanti il loro pensiero in maniera violenta, cercando lo scontro, più che il confronto. Ma agli esitanti, che sono la maggior parte, dobbiamo parlare. Sono persone scettiche, che hanno paura o che pensano che i vaccini non siano stati sperimentati abbastanza. Bisogna spiegare che i vaccini come tutti i farmaci hanno dei rischi, ma che per ogni classe di età, dai 12 ai cent'anni, i benefici superano ampiamente i rischi. Confrontarsi sull'unico terreno possibile oggi: quello della trasparenza e della scienza.

E chi non si convince?
Speriamo che misure come il green pass sortiscano qualche effetto. A un certo punto, tuttavia, chi è origine del suo mal pianga se stesso. Noi saremo qua per curare tutti, come abbiamo sempre fatto. Ma nel mio reparto preferirei curare quelle persone che hanno malattie infettive di cui, ahimè, non esiste ancora un vaccino.

Lei riceve spesso minacce dai no-vax.
Io continuo a ricevere ogni minacce di morte a me, ai miei figli, a mia moglie. Minacce e insulti. E la cosa peggiore è che sto trovando un'assenza da parte della magistratura, che derubrica questi reati gravissimi a casi di minore importanza. Oggi attaccare i vaccini e gli uomini che si prestano dalla parte del sistema sanitario è come attaccare le istituzioni e lo Stato. Chi lo fa è esattamente come chi negli anni Settanta attaccava lo Stato in maniera terroristica. Perché alla decima minaccia di morte alla famiglia uno finisce per pensare: “Ma chi me lo fa fare?".

Cosa si dovrebbe fare?
Ci vuole una riforma del diritto, queste persone devono essere perseguite immediatamente e devono essere date delle condanne rapide ed esemplari. Altrimenti la magistratura lascerà libero il campo a questi delinquenti. In questo modo, lo Stato perderà e perderemo tutti noi.