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20 gen 2022

Baby Gang e Neima Ezza, chi sono i due rapper: vita, musica e social

I due giovani, molto seguiti sui social network, sono stati arrestati con l'accusa di rapina a coetanei. Ecco il loro percorso 

Milano, 20 gennaio 2022 - Rapine ai danni di coetanei. E' questa l'accusa nei confronti dei rapper Baby Gang e Neima Ezza, arrestati da polizia e carabinieri, insieme a un terzo ragazzo di diciotto anni su ordine su ordine del gip di Milano.  Nell'ordinanza, eseguita ieri tra Milano e Sondrio, il gip Manuela Scuderi ha disposto la misura cautelare in carcere per Baby Gang mentre Neima Ezza e l'altro ragazzo sono finiti agli arresti domiciliari. Le indagini, coordinate dal pm Leonardo Lesti e condotte dagli agenti
dell'ufficio prevenzione generale soccorso pubblico della questura di Milano e dai militari della compagnia di Pioltello, hanno consentito di ricostruire gli episodi durante i quali gli arrestati, avvicinando le vittime forti della superiorita' numerica e delle minacce, si facevano consegnare denaro, gioielli e altri effetti personali. Ma chi sono questi due rapper? 

Il rap? "Un modo per urlare il loro disagio"

Baby Gang

Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, è un rapper italiano di origini marocchine che ha vissuto tra Lecco e Milano. Infatti, è nato a Lecco nel 2001 per poi trasferirsi successivamente nel capoluogo lombardo. Il 21enne ha sempre avuto una forte passione musicale sin da piccolo. Oggi è uno dei rapper più promettenti e influenti della scena musicale italiana. Eppure, a soli 21 anni, ha trascorso una buona parte della vita facendo dentro e fuori da carceri minorili e dalle comunità per minorenni.  Quando è fuori si ritrova comunque Daspo, divieti di accesso come quello per tre anni da alcuni comuni della riviera romagnola ( Cattolica, Misano Adriatico, Riccione, Rimini e Bellaria Igea Marina), e in questa estate 2021 è stato destinatario di un Daspo dai locali della Città Metropolitana di Milano per “pericolosità sociale”, da Sondrio, dove vive ora, e anche da Lecco. Quest’ultimo è arrivato a causa del videoclip della canzone “Lecco city” - brano da oltre 1milione e 500mila visualizzazioni su YouTube - in cui lui e centinaia di persone hanno impugnato armi e sparato in aria nel quartiere residenziale di Santo Stefano. Il 10 aprile del 2021 a Milano, per 'registrare un videoclip' musicale con Neima Ezza, ha radunato 'circa 300 giovanì nella zona di San Siro.
E il tutto, poi, si era concluso con un lancio di oggetti contro le forze dell'ordine. 
La sua musica però piace. I primi riscontri a livello nazionale per lui arrivano nel 2018, grazie al suo singolo intitolato “Street”, che in breve tempo spopola sul web. La traccia è uscita nell’aprile del 2018, poco prima che venisse arrestato. Nonostante questo, mentre si trovava in carcere il video è diventato virale su Youtube. Dopo questo successo, nel 2019 è riuscito a superare la canzone precedente, con “Cella1”. Nei mesi successivi ha continuato a pubblicare nuovi video incrementando sempre di più la sua popolarità, tra i più noti troviamo “Baby Gang” in collaborazione con la 167 gang. Grande successo anche per il brano “Bimbi soldato” feat Sacky. Attualmente, il giovane rapper ha 566mila follower su Instagram e 348mila iscritti su Youtube.

Neima Ezza

Neima Ezza, nome d’arte di Amine Ezzaroui, è un giovane 19enne nato in Marocco ma cresciuto a Milano, nella zona delle case popolari di San Siro e Baggio. Nella vita si è sempre dato da fare, tra scuola, lavoro e musica. E proprio in quest'ultimo ambito, nel rap in particolare, trova la strada del riscatto e gli oltre 232mila follower su Instagram e gli oltre 106mila iscritti al suo canale Youtube ne sono la dimostrazione. Lui racconta soprattutto la periferia e le sue difficoltà, per questo piace al suo pubblico. Nel 2018 lancia 'Essere Ricchi' ma tra i suoi brani di successo di sono Mio Fratello, Routine, Ferite, Notre Dame, Perif, Zlatan, Amico, Hey Mama. Tra le sue collaborazioni anche quella con il produttore Big Fish.  Neima Ezza è finito al centro di un caso per il raduno di circa 300 giovani “chiamati” tramite i social e il passaparola per partecipare a un suo video musicale in zona San Siro a Milano. Un flashmob che è finito in guerriglia per l’intervento della polizia e dei carabinieri. All’arrivo delle forze dell’ordine, che intendevano disperdere l’assembramento, i giovani hanno reagito con urla, insulti e lancio di sassi e bottiglie. Alla fine è stato usato un lacrimogeno per disperdere il gruppo senza provocare ulteriori disordini. La polizia ha blindato il quartiere romano attorno a piazza Selinunte

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