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20 nov 2021

Covid, in Austria lockdown e vaccino obbligatorio: scatta la protesta in piazza

I No vax non condividono le decisioni prese dal governo. Intanto i contagi continuano ad aumentare

Austria e Germania in emergenza. Nel cuore dell’Europa, il Coronavirus sta rialzando drammaticamente la testa: boom di contagi e ricoveri.  

Il cancelliere austriaco Alexander Schallenberg ha annunciato che l’Austria - primo Paese nell’Ue - imporrà l’obbligo di vaccinarsi contro il Covid a partire da febbraio. E da lunedì l’intero Paese sarà in lockdown per almeno 10 giorni e fino a 20. Si potrà uscire di casa solo per lavoro, motivi di necessità e per svolgere attività fisica. Incentivato lo smart working, mentre resteranno aperte le scuole, con obbligo di mascherina e possibilità di dad a richiesta. "Nonostante mesi di impegno – ha spiegato ieri – non siamo riusciti a convincere abbastanza gente a farsi vaccinare". "Ci sono troppe forze politiche che ci vanno contro", ha aggiunto, parlando di un "attentato al sistema sanitario. Non vogliamo una quinta ondata". Ieri è stato segnato un nuovo record di contagi, 15 mila. L’ultima stretta, entrata in vigore l’8 novembre, impedisce già di entrare quasi ovunque se non si rientra nella regola delle "2G", se non si è cioè genesen, guariti da non più di sei mesi, o geimpft, vaccinati.

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Ma i No vax non ci stanno. Per questo, sono state indette manifestazioni di protesta contro le decisioni del governo. A Vienna si prevede che scenderanno in piazza diverse migliaia di persone per la protesta che è stata indetta dal partito di estrema destra Fpoe il cui leader Hebert Kickl, che attualmente è contagiato dal Covid, afferma che l'Austria starebbe scivolando verso "la dittatura". La polizia ha previsto un massiccio dispiegamento di forze, con 1300 agenti che garantiranno l'ordine ed il rispetto delle misure di sicurezza anti Covid, che prevedono l'obbligo per i manifestanti di indossare mascherine Ffp2. In Olanda, a Rotterdam, le proteste dei No vax sono finite con diversi feriti, attacchi alla polizia i conseguenti spari.

Anche la situazione in Germania è sempre più preoccupante. Lothar Wieler, capo del Robert Koch Institute (l’organizzazione responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive) ha parlato di un "grande focolaio nazionale". E il ministro della Salute, Jens Spahn: "Non possiamo escludere nessuna misura". I vari lander hanno deciso misure differenziate. L’ultima stretta in Baviera, dove sono stati cancellati i mercatini di Natale e ci sarà un lockdown nelle aree più a rischio (quelle con un’incidenza di oltre mille casi per 100mila abitanti), mentre il green pass si ottiene solo con la formula del 2G (‘geimpft’ e ‘genesen’, cioè immunizzati e guariti): lockdown di fatto per i No vax, secondo le autorità. Per gli eventi di massa sportivi e culturali è previsto poi il 2G plus, cioè il tampone per tutti. Anche il Land tedesco della Sassonia chiuderà bar, ritoranti, disco e mercatini di Natale, ma per ora non ci sarà un lockdown.

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Anche Slovenia vive momenti di apprensione, con una curva dei contagi che si mantiene alta e un tasso di vaccinati ancora basso. Nelle ultime 24 ore sono emerse 3.517 infezioni, pari a una percentuale di positivi del 42,5%. Per ammissione dello stesso Istituto nazionale per la salute pubblica (NIJZ), la diffusione della campagna vaccinale rimane ancora bassa.

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