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14 gen 2020

Anziani meno soli coi social network? "Se usati in modo corretto aiutano"

Nel Milanese i primo esperimento scientifico condotto su un gruppo di 150 over 65. I ricercatori: "Devono essere usati nel modo giusto"

14 gen 2020
francesco pellegatta
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Un corso organizzato per insegnare la tecnolgia anche alla terza età
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Un corso organizzato per insegnare la tecnolgia anche alla terza età

Milano, 14 gennaio 2020 -   I social possono davvero ridurre la solitudine degli anziani? Secondo i ricercatori non ci sono grandi differenze tra WhatsApp e una bella chiaccherata tra amici. Lo ha rilevato l’esperimento sociale pionieristico compiuto da Daniele Zaccaria, insieme ad Antonio Guaita e a Georgia Casanova – con la partnership di Doro – alla Fondazione Golgi-Cenci di Abbiategrasso, nel Milanese. Parliamo della prima città in Italia "dementia-frendly", cioè amica delle persone affette da demenza, che da qualche anno sta portando avanti progetti di comunità per sostenere i propri anziani malati.

«Lo studio è innovativo soprattutto dal punto di vista del metodo – ha spiegato Zaccaria -. Si è svolto sulla falsariga dei trial clinici: abbiamo preso 150 anziani con una età media di 80 anni e formato tre grup pi. Ai membri del primo gruppo abbiamo insegnato a usare lo smartphone; con quelli del secondo abbiamo fatto degli incontri conviviali per parlare di benessere psico-fisico negli anziani. Il terzo era un gruppo di controllo".  I ricercatori sapevano esattamente quanto questi anziani si sentissero soli grazie a un metodo rodato e utilizzato a livello internazionale nelle ricerche sociali. Ebbene, in due mesi c hi ha usato lo smartphone non ha mostrato miglioramenti m olto diversi da chi ha partecipato ai gruppi conviviali.

Comunque un effetto positivo sul benessere della persona , in entrambi i casi , è stato rilevato. "Qualcuno ha fatto una video-chiamata al figlio che vive in Sudamerica – racconta ancora Zaccaria –, altri hanno rintracciato vecchi amici o scambiato foto con i parenti. Qualcuno ha perfino deciso di tenersi lo smartphone alla fine dell’esperimento. Tutti sono stati molto contenti". Zaccaria ha però voluto puntualizzare che lo studio (un caso unico nell’Europa mediterranea) è stato compiuto in una realtà piccola e coesa, andrebbe quindi ripetuto altrove e possibilmente con parametri differenti.

«In ogni caso la mia opinione è che i social possano davvero aiutare gli anziani a sentirsi meno soli se usati nel modo corretto e con le giuste finalità. Tra l’altro si tratta di misure che avrebbero un costo tutto sommato contenuto, se si pensa ai costi della sanità e alle ripercussioni che la depressione ha sulla salute delle persone. Ma per cambiare qualcosa in primis non bisogna pensare che gli anziani non possano capire o imparare".

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