Un corso organizzato per insegnare la tecnolgia anche alla terza età
Un corso organizzato per insegnare la tecnolgia anche alla terza età

Milano, 14 gennaio 2020 -  I social possono davvero ridurre la solitudine degli anziani? Secondo i ricercatori non ci sono grandi differenze tra WhatsApp e una bella chiaccherata tra amici. Lo ha rilevato l’esperimento sociale pionieristico compiuto da Daniele Zaccaria, insieme ad Antonio Guaita e a Georgia Casanova – con la partnership di Doro – alla Fondazione Golgi-Cenci di Abbiategrasso, nel Milanese. Parliamo della prima città in Italia "dementia-frendly", cioè amica delle persone affette da demenza, che da qualche anno sta portando avanti progetti di comunità per sostenere i propri anziani malati.

«Lo studio è innovativo soprattutto dal punto di vista del metodo – ha spiegato Zaccaria -. Si è svolto sulla falsariga dei trial clinici: abbiamo preso 150 anziani con una età media di 80 anni e formato tre gruppi. Ai membri del primo gruppo abbiamo insegnato a usare lo smartphone; con quelli del secondo abbiamo fatto degli incontri conviviali per parlare di benessere psico-fisico negli anziani. Il terzo era un gruppo di controllo". I ricercatori sapevano esattamente quanto questi anziani si sentissero soli grazie a un metodo rodato e utilizzato a livello internazionale nelle ricerche sociali. Ebbene, in due mesi chi ha usato lo smartphone non ha mostrato miglioramenti molto diversi da chi ha partecipato ai gruppi conviviali.

Comunque un effetto positivo sul benessere della persona, in entrambi i casi, è stato rilevato. "Qualcuno ha fatto una video-chiamata al figlio che vive in Sudamerica – racconta ancora Zaccaria –, altri hanno rintracciato vecchi amici o scambiato foto con i parenti. Qualcuno ha perfino deciso di tenersi lo smartphone alla fine dell’esperimento. Tutti sono stati molto contenti". Zaccaria ha però voluto puntualizzare che lo studio (un caso unico nell’Europa mediterranea) è stato compiuto in una realtà piccola e coesa, andrebbe quindi ripetuto altrove e possibilmente con parametri differenti.

«In ogni caso la mia opinione è che i social possano davvero aiutare gli anziani a sentirsi meno soli se usati nel modo corretto e con le giuste finalità. Tra l’altro si tratta di misure che avrebbero un costo tutto sommato contenuto, se si pensa ai costi della sanità e alle ripercussioni che la depressione ha sulla salute delle persone. Ma per cambiare qualcosa in primis non bisogna pensare che gli anziani non possano capire o imparare".