Andrea Iacomini racconta il dramma dell'infanzia rubata in Afghanistan
Andrea Iacomini racconta il dramma dell'infanzia rubata in Afghanistan

L'immagine della mamma che consegna il figlio ai militari americani oltre il recinto dell'aeroporto simboleggia il dramma dei bambini afghani. Un dramma iniziato ben prima della conquista del potere dai parte dei talebani e che rischia di aggravarsi se, sfumata la commozione dell'opinione pubblica internazoinale, si abbandoneranno al proprio destino i 18 millioni di afghani che vivono in una situazione di emergenza, la metàd dei quali sono minori. Questo è l'appello lanciato da Andrea Iacomini, portavoce di Unicef.

Che notizie vi arrivano dall'Afghanistan?

"La situazione è molto incerta ma ne conosciamo bene la gravità perchè siamo presenti da sempre in quel territorio. Attualmente ci sono 18 milioni di persone che vivono in estrema povertà"

Dove siete presenti in questo momento e come?

"Stiamo portando assistenza ai campi sfollati vicino ad Herat e Kabul, dove ci 400mila persone senza più nulla. Portiamo acqua e cibo e continuiamo nella nostra attività per arginare poliomelite e covid facendo arrivare i vaccini"

Cosa chiedete ai talebani?

"Di continuare a operare come abbiamo sempre fatto, consentendoci di entrare in quei territori finora rimasti inaccessibili. In alcune zone provvisoriamente pacificate, dove i bambini sono già tornati a scuola, le risposte sono state positive mentre ci siamo dovuti fermare in altre dove la confluttualità è più alta. Ma dobbiamo restare qui e lo faremo fino a quando l'Onu ce lo consentirà per seguire da vicino le scelte del nuovo governo"

Quali sono le condizioni dei bambini?

"I problemi dei bambini reclutati e delle bambini date in sposa sono sempre all'ordine del giorno, ci preoccupa molto il tema della malnutrizione differente a seconda delle province. Rischiamo di lasciare morire un millione di minori se non interveniamo con piani di assistenza. E poi c'è un numero che impressiona"

Quale?

"Nel solo 2021 negli scontri tra forze governative e talebani sono morti 500 bambini e altri 1.500 sono rimasti feriti. Il dramma non lo si scopre ora..."

E ora si profila un'ondata migratoria

"Di dimensioni impressionanti. Molti afghani che si trovano nei campi profughi dei Paesi confinanti percorreranno la rotta balcanica per arrivare in Europa. Non possiamo farci trovare impreparti come con la Sira. Già da ora i Paesi occidentali studino un piano di accoglienza articolato con numeri e luoghi. senza limitarsi a predisporre corridoi umanitari che possono salvare migliaia di afghani ma lasceranno nell'oblio gli altri. Sarebbe come abbandonarli una seconda volta. Inaccettabile

Cosa è giusto fare in questo momento?

"Le agenzie e associazioni umanitare devono rimanere in  Afghanistan, capire le reali intenzioni del nuovo governo e fare pressione per continuare nei programmi di assistenza già avviati. In quest'ultimi vent'anni si è fatto tanto, a dispetto di alcuni proclama, non possiamo buttare vita tutto e dimenticarci di questo Paese"