La depressione è un male che non risparmia gli adolescenti
La depressione è un male che non risparmia gli adolescenti

Milano - Il male di vivere degli adolescenti, esploso con la pandemia. Gesti di autolesionismo e tentativi di suicidio messi in atto o anche solo pensati, cadute nella tossicodipendenza, ragazzi che si sono chiusi nella loro camera con il primo lockdown e non sono più usciti, abbandono scolastico.

Un’infinità di problemi - che sfociano in un boom di richieste di aiuto a ospedali, comunità e centri specializzati - emersi anche dai dati choc di uno studio promosso da Fondazione Soleterre e dall’Unità di Ricerca sul Trauma dell’Università Cattolica di Milano, per indagare le conseguenze psicologiche della pandemia negli adolescenti. A quasi due anni dall’inizio dell’emergenza sanitaria, il 17,3% dei giovani intervistati pensa che sarebbe meglio morire oppure farsi del male: per il 2% la morte o l’autolesionismo è un pensiero quasi quotidiano. "Occorrerebbe studiare le dinamiche di Long Covid per indagare più in profondità gli effetti sulla salute fisica e mentale di uno stress divenuto ormai cronico – spiega Damiano Rizzi, presidente di Fondazione Soleterre e psicoterapeuta dell’età evolutiva –. Credo vi sia, nel nostro Paese, un’urgenza: prenderci cura della salute mentale dei bambini e degli adolescenti sviluppando linee guida cliniche per alleviare gli effetti negativi della pandemia attraverso strategie di salute pubblica".

Un allarme messo in evidenza dai risultati della ricerca. Il 12% degli intervistati dichiara di non sentirsi in forma (il 2,7% per nulla e il 9,3% poco); il 36% afferma di sentirsi triste (il 2% sempre, il 2,6% molto spesso, l’8,7% spesso e il 22,7% abbastanza). Risposte fornite da un campione di 150 ragazzi tra i 14 e i 19 anni, rappresentativi di una popolazione composta, in Italia, da oltre 2 milioni e 850mila individui. il 40,7% degli adolescenti intervistati ha difficoltà a dare un senso a ciò che prova, il 34% afferma di non essere in grado di controllare il proprio comportamento quando è turbato, il 50 % si arrabbia con sé stess, il 69,3% degli adolescenti afferma che il Covid è diventato parte della propria identità, il 34,7% dice di fare fatica ad addormentarsi. "Non possiamo ritenere il dolore psichico un problema legato solo a una specifica fascia d’età – prosegue Rizzi – ma è il problema di un Paese intero: se il 17,3% dei giovani dai 14 ai 19 anni ha pensato “quasi ogni giorno“ e “più della metà dei giorni“ che, in relazione al proprio stato d’animo attuale, sarebbe meglio morire o farsi del male a causa del dolore che la vita provoca, stiamo parlando - in valori assoluti - di oltre 490mila individui in potenziale pericolo".