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24 feb 2022

Gimbe: "No all'abolizione quarantene per positivi e mascherine al chiuso". Ecco i rischi

Il presidente Cartabellotta: "Nel prossimo autunno-inverno rischiamo un brusco risveglio da un sogno collettivo"

fabio lombardi
Cronaca
 Due ragazzi  passeggiano indossano la mascherina sotto i portici della centralissima via Roma, Torino 08 ottobre 2020. Torinesi disciplinati nel primo giorno di mascherine obbligatorie anche all'aperto, come stabilito con il nuovo Dpcm.ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Mascherine all'aperto

Milano, 24 febbraio 2022 - La Gran Bretagna ha abolito le mascherine anche al chiuso e la quarantena per i positivi asintomatici. Molti Stati hanno allentato, o si apprestano a farlo, in maniera evidente le misure di contenimento della pandemia. L'Italia, pur restando fra i Paesi più guardinghi, si appresta a stilare una road map per l'uscita dall'emergenza sanitaria.

"Discesa della quarta ondata non significa circolazione endemica del virus né, tanto meno, fine della pandemia. Indipendentemente dal termine dello stato di emergenza, al momento è impossibile abolire misure di sanità pubblica come mascherine al chiuso e isolamento dei positivi, indispensabili per consentire la completa riapertura di tutte le attività". Così il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta che sottolinea: "Con 50 mila nuovi casi al giorno, tasso di positività dei tamponi al 10% e quasi 1,3 milioni di casi attualmente positivi la circolazione del virus è ancora piuttosto elevata".

Il prossimo autunno-inverno

"lo sguardo deve essere sin da ora rivolto al prossimo autunno-inverno: se è ragionevolmente certa una tregua nei prossimi mesi, questo tempo prezioso deve essere sfruttato al meglio per un'adeguata programmazione. Perché con il nuovo inverno il risveglio dal 'sogno collettivo' potrebbe essere molto brusco".

Quarta dose e richiamo annuale

"Per un nuovo richiamo per la popolazione generale sono necessarie ulteriori evidenze scientifiche oltre che l'autorizzazione delle autorità regolatorie». Lo sottolinea la Fondazione Gimbe nel suo monitoraggio indipendente. «Qualora i dati dimostrassero la necessità di un richiamo annuale, è verosimile che la priorità sarà data alle persone anziane e fragili, sia perché più esposte al rischio di malattia severa, sia perché sono state le prime a ricevere la dose booster. Gli ultimi dati del Centers for Disease Control and Prevention e della UK Health Security Agency confermano la posizione dell'Ema: l'efficacia di tre dosi di vaccino nei confronti della malattia severa, nonostante un lento declino, rimane elevata (75% circa dopo 3-4 mesi). In ogni caso, al di là delle evidenze scientifiche, un ulteriore richiamo per la popolazione generale o per specifiche categorie a rischio, dovrà comunque essere preventivamente autorizzato dalle autorità regolatorie", scrive Gimbe.

Intensive e decessi

Continua a calare in modo costante la pressione dell'epidemia di Covid-19 sugli ospedali. Negli ultimi 7 giorni risulta stabile sia il trend di riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di area medica (-16,2%), che quello della riduzione dei posti in terapia intensiva (-19,9%). Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe, relativo alla 16-22 febbraio. Anche i decessi dovuti al Sars-Cov-2 continuano a calare con un trend stabile: sono stati 1.828, pari a -15,8% rispetto alla settimana precedente. Dal 9 al 15 febbraio si era registrato -14,9% ricoverati in area medica, -18,7% in intensiva e -16% decessi.

I contagi

Sono in calo da quattro settimane i nuovi casi di Covid-19 registrati in Italia, ma la discesa vede una frenata nel corso dell'ultima settimana: dal 16 al 22 febbraio sono stati 349.122 con un -20,6%, a fronte del -32% della settimana precedente. Il calo è andato di pari passo a un'ulteriore riduzione dei tamponi totali effettuati (-19,6%). Lo rileva il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. Nello stesso arco di tempo, in tutte le Regioni si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi: dal -0,5% della Calabria al -35,9% del Friuli-Venezia Giulia.

 

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