I fenomeni di neonazismo in Europa continuano a evidenziarsi
I fenomeni di neonazismo in Europa continuano a evidenziarsi

Dalle prime ore di questa mattina la Polizia di Stato di Napoli, su delega del procuratore della Repubblica del capoluogo campano, sta eseguendo perquisizioni domiciliari nei confronti di 26 persone indagate per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista nell'ambito di una complessa indagine svolta dalla Digos partenopea e dalla Direzione centrale Polizia di Prevenzione - Servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo interno. Le perquisizioni, che interessano le province di Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara, sono eseguite dai rispettivi uffici Digos e con la collaborazione del servizio della Polizia postale e delle Comunicazioni.

La base operativa dell'associazione neonazista nel mirino dei pm partenopei era in provincia di Napoli. Era li' che capi e adepti si vedevano, gestivano i contenuti da inserire sulle pagine web e soprattutto, come emerge dalle indagini coordiante dai dai pm Claudio Onorati e Antonello Ardituro, venivano svolte anche attivita' paramilitari e addestramento all'uso delle armi. Simulazioni di corpo a corpo e assalti avvenivano nei campi del Napoletano e del Casertano con ex militari e combattenti ucraini. L'arsenale consisteva in armi 'soft air' modificate per sparare proiettili veri. Il gruppo svolgeva lezioni in presenza e via social per estendere la propria rete di proseliti. Un 'insegnamento' dalla forte matrice suprematista e negazionista della shoah con simbologia e riti hitleriani. 

Lo scorso 7 giugno i carabinieri del Ros, in collaborazione con i colleghi dei Comandi provinciali di Cagliari, Cosenza, Frosinone, Latina, L’Aquila, Milano, Roma e Sassari, hanno eseguito una misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di 12 indagati per i reati di associazione finalizzata alla propaganda e all’istigazione per motivi di discriminazione etnica e religiosa.  Le indagini, avviate nel novembre 2019, si collocano in una piu’ ampia strategia di contrasto ai fenomeni estremistici a vocazione suprematista e hanno evidenziato l’esistenza e l’operativita’ di un gruppo denominato “Ordine Ario Romano”, composto da militanti di eta’ compresa tra i 26 e i 62 anni.

Il gruppo di ultradestra risultava “stabilmente dedito alla pubblicazione sui social network di scritti, video e immagini dal contenuto razzista e discriminatorio, di ispirazione nazionalsocialista, antisemita e negazionista, nonche’ afferenti a tesi complottiste nei confronti del popolo ebraico”.e linee guida si baseranno sulla giurisprudenza pertinente della Corte europea dei diritti delll’uomo e presterà particolare attenzione all’ambiente online”.  Nel gruppo c'era anche Francesca Rizzi, la donna che avrebbe vinto nel 2019 il concorso per 'Miss  Hitler' sul social network russo 'VK', tra i 12 indagati nell'ambito dell'operazione condotta dai Carabinieri del Ros coordinata dalla Procura di Roma. Le accuse per gli appartenenti al gruppo 'Ordine Ario Romano' erano di associazione a delinquere finalizzata alla propaganda e all'istigazione per motivi di discriminazione etnica e religiosa.  I militanti risiedevano in varie regioni italiane: 6 nel Lazio, di cui 4 tra Roma e provincia, uno a Latina e uno a Frosinone, tre in Sardegna, uno in Calabria, uno in Abruzzo e uno in Lombardia.

Meno di due anni fa era stata individuata a Milano una cellula neonazista in cui era emerso anche il singolare ruolo di una donna. Nel variegato mondo degli estremisti che stavano tentando di organizzare - secondo le accuse - un gruppo neonazista, c'era infatti anche una 26enne che avrebbe partecipato e vinto il titolo di 'Miss Hitler'. Il particolare è emerso nel corso delle perquisizioni effettuate dalla Digos nel Milanese a carico di tre estremisti di destra (fra cui la giovane), indagati dalla Procura distrettuale antimafia di Caltanissetta, per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva ed istigazione a delinquere. 

Le tre persone indagate allora erano due donne, R.F. di 26 anni, residente a Pozzo d'Adda, e B.G.C., di 46, residente a Milano, e un uomo, G.F., 41enne residente a Lacchiarella. Secondo quanto accertato dagli investigatori milanesi, delegati dalla Procura siciliana, R.F., l'estate precedente avrebbe preso parte come oratrice ad un convegno di estremisti di destra a Lisbona (il 10 agosto) e avrebbe partecipato a un concorso on  line, sul social network 'VK', vincendo il titolo di 'Miss Hitler 2019'. 'Miss Hitler 2019'. La donna -  con pochi soldi, un bambino da crescere e pochissimi amici - passava il suo tempo a commentare con livore la cronaca e la politica, sui social, e a fare affermazioni contro ebrei e immigrati. 

A seguito delle perquisizioni, erano anche stati sequestrati due coltelli, tre cellulari, due computer e un tablet, diverso materiale di area politica di estrema destra, un busto di Benito Mussolini, libri sull'antisemitismo e sul fascismo.