Cremona, 15 maggio 2018 - La vittoria (assai rotonda) sul Venezia ha preservato la Cremonese da quello che avrebbe potuto essere un vero e proprio spareggio-salvezza con il Cesena. Lo ha confermato con soddisfazione anche il tecnico, Andrea Mandorlini, che nel ribadire la sua soddisfazione per il raggiungimento della salvezza ha ammesso: "Siamo contenti per avere centrato il nostro obiettivo. Lo volevamo fortemente e così ci siamo evitati di dover affrontare quella che sarebbe stata un'altra settimana da incubo". Invece, terminata la festa per la conquista della matematica permanenza tra i cadetti, la squadra grigiorossa si sta preparando senza alcuna pressione ad una gara che non preannuncia certo ritmi forsennati. I romagnoli hanno infatti un punto in meno rispetto ai grigiorossi, ma con un pareggio anche loro potrebbero entrare nel porto della salvezza diretta, un traguardo che a lungo è sembrato difficilmente raggiungibile per una compagine che rimaneva imprigionata nella zona rossa della classifica senza riuscire a riemergere. Anche per queste motivazioni la partita che venerdì sera concluderà questa stagione dai due volti della Cremonese non presenta particolari apprensioni.

Almeno per una volta il sempre lungo elenco degli infortunati non fa più paura e Mister Mandorlini potrebbe anche decidere di "mescolare" un po' le carte a sua disposizione (sempre poche, a dire il vero) con l'intento di offrire un po' di spazio ai giocatori a disposizione che ne hanno avuto meno nel corso della stagione. C'è però un imperativo che sta accompagnando questa che è diventata l'ultima settimana di lavoro. In effetti la splendida convinzione con il Venezia (che ha permesso di segnare ben cinque reti alla difesa meno battuta del Campionato) richiede un seguito. I grigiorossi a Cesena sono chiamati a mettere in campo l'orgoglio e la concentrazione per una chiusura in bello stile. Solo dopo il 90' si potrà tirare il fiato e cominciare a pensare alla prossima avventura. Una nuova sfida che sarà sicuramente in serie B e che potrebbe portare alla società cremonese la possibilità di coltivare nuove ambizioni.