Disinfestazione dalle zanzare

Crema, 5 settembre 2018 - Sempre più vicini al cremasco i casi di febbre del Nilo. Nelle ultime settimane sono stati registrati quattro individui che hanno accusato la temibile febbre trasmessa dalle zanzare nostrane. Dopo Casalmaggiore, Sospiro, Cremona, l’altro giorno c’è stato un caso anche a Vescovato. Tutti i pazienti sono sotto cura e non sono in pericolo di vita, tuttavia l’Ats Val Padana corre ai ripari, mettendo in atto le strategie del caso. L’ultima persona ad accusare la febbre del Nilo è un settantenne di Vescovato, ricoverato nel fine settimana in ospedale a Cremona, mentre ieri mattina è stato disinfestato il quartiere dove è residente l’uomo colpito, per cercare di sterminare le zanzare che possono iniettare il temibile virus.

Oltre ai quattro casi citati, il primo a denunciare la presenza del virus è stato un donatore di sangue. Le analisi successive sul suo sangue hanno identificato il virus e anche in questo caso è scattata la profilassi prevista. Nel Cremasco sin qui nessun caso certo, anche se pare che ce ne sia stato almeno uno sospetto. Ma sul soggetto in questione, affetto da meningite virale, non sono state eseguite le ricerche per verificare la presenza del virus, in quanto il quadro clinico era già piuttosto compromesso e la profilassi indicata per il paziente avrebbe comunque debellato anche la febbre del Nilo, qualora presente. Preoccupazione in città per la presenza di possibili siti dove le zanzare possono deporre le uova. Da tempo si punta il dito contro la ex scuola di Cl, dove c’è perennemente un piccolo lago e dove il comune ha richiesto al curatore fallimentare di eseguire una bonifica.