Pericolo di crolli nei pressi della villa palladiana

Ricengo (Cremona), 5 luglio 2018 - Villa Obizza, pericolo di crollo imminente e ordinanza di sgombero per chi abita nei pressi. L’ordinanza l’ha firmata il sindaco di Ricengo, Ernestino Sassi, che ha dato tempo a chi abita nei pressi ed è interessato dall’ordinanza di andarsene. E nei pressi abita la madre dei proprietari della fattoria, i fratelli Premoli, che ha 80 anni e ci sono gli uffici dell’azienda. «Per gli uffici non c’è un grosso problema a spostarli, al di là del disagio materiale - dice l’avvocata Ilaria Groppelli - ma per la signora di 80 anni il problema c’è ed è grave, perché il comune non ha indicato dove deve andare. E se le cose restano così, porteremo la signora in albergo a spese del comune».

L’ordinanza di sgombero è datata 27 giugno e ordina immediatamente al proprietario, indicato come il rappresentante legale della Obizza srl, cioè Marco Rean Ovani Invernizzi e alle persone che abitano in un raggio di 30 metri dalla villa di spostarsi. Stiamo parlando di un’anziana di 80 anni e tre lavoratori indiani che operano nella fattoria, oltre che dei proprietari dell’azienda agricola adiacente i quali devono spostare gli uffici che diventano inagibili per timore di crolli della villa. Nell’ordinanza si ordina alla Fondazione villa Obizza l’esecuzione di urgenti e immediati lavori di messa in sicurezza e la delimitazione con recinzioni dell’ingresso di via Camisano.

Il 2 luglio la polizia locale è andata sul posto e ha verificato che nessuna delle persone che avrebbero dovuto sgombrare se ne era andata dalla propria abitazione. «Pensiamo di mettere in atto un’azione di responsabilità - dice l’avvocata Groppelli - perché non è possibile lasciare questo luogo in stato di fatiscenza. Mi risulta che gli ultimi lavori siano stati eseguiti nel 2008 a carico della Regione. Se si ordina uno sgombero, si devono dare alternative.
Dove vanno queste persone che stanno perdendo la casa non per loro incuria?».

Anche il sindaco Ernestino Sassi sta muovendosi: «Abbiamo domandato aiuto a tutti, anche alla prefettura. Non vogliamo arrivare a un’azione di forza. I tre indiani hanno chiesto qualche giorno per sistemarsi altrove, mentre per la signora stiamo cercando alternative. Abbiamo chiesto anche alla famiglia. Se non ci saranno soluzioni, potrà essere sistemata in albergo e poi vediamo chi dovrà pagare. Quanto alla villa palladiana (unico esempio in Lombardia, ndr) o si trovano i soldi per metterla in sicurezza o si deve abbattere. Atteso oggi un architetto inviato dalla soprintendenza».