Maria Guerini Rocco tutela gli interessi di decine di cremaschi
Maria Guerini Rocco tutela gli interessi di decine di cremaschi

Crema, 15 marzo 2019 - «Una truffa in piena regola, quella perpetrata nei confronti dei miei clienti dalle due società e dalle banche che hanno venduto loro diamanti sovrastimandone il prezzo e illudendoli con percentuali di crescita inarrivabili». L’avvocata Marta Guerini Rocco da qualche mese tutela gli interessi di una sessantina di cremaschi truffati per circa 600mila euro dalle due società. Il 25 marzo a Crema ci sarà una riunione con tutte le persone che sono state illuse e truffate. Saranno presenti gli avvocati milanesi Pietro Meda e Claudia Fossati per fare il punto della situazione.

«Come è stato ampiamente appurato – riprende l’avvocata – le banche concedevano alle due società IdB e DpiB di mercanteggiare i diamanti nelle loro sedi, in cambio di una commissione che variava dal 10 al 15%. La stragrande maggioranza delle operazioni è stata eseguita nella filiale Bpm di Castelleone. Garantiva ottimi dividendi e la possibilità di rivendere le pietre a prezzi vantaggiosi. Invece non era così». Infatti, dei 60 risparmiatori gabbati con i diamanti, quei pochi che hanno cercato di rivenderli si sono trovati brutte sorprese: il valore delle pietre che intendevano vendere era solo dal 35 al 50% rispetto a quello d’acquisto. Quando il diamante c’era… «Sì, perché c’è anche il sospetto che i diamanti acquistati dai miei clienti fossero nella loro disponibilità solo sulla carta. Infatti, una volta visto il diamante e acquistato, i venditori convincevano gli acquirenti a lasciare le pietre in loro custodia. Noi sospettiamo che i diamanti fossero pochi e sempre quelli».

Bpm dal canto suo ancora nelle scorse settimane ha ricordato che le indagini si riferiscono «all’attività di segnalazione a Idb della clientela interessata all’acquisto di diamanti nel periodo che va dal 2003 al 2016 e dunque prima della data della fuzione tra Banco Popolare e Bpm».

I cremaschi truffati vantano un raggiro di 600mila euro. Una coppia ha acquistato 12 diamanti per un valore facciale di 150mila euro. Al momento una decina di investitori è stata convinta dalla banca ad accettare una transazione del 40% sul valore pagato, mentre gli altri resistono e andranno in giudizio, sperando di recuperare i loro soldi dal maxi sequestro di 150 milioni di euro effettuato dalla Finanza nei confronto delle due società e di Bpm e banca Aletti (83.8 milioni di euro), Mps (35 milioni), Unicredit (32 milioni) e S. Paolo (11 milioni). L’istanza di fallimento delle due società sarà l’8 aprile.