Api
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Cremona, 12 febbraio 2019 - Può un ingegnere meccanico inventare un sistema per salvare milioni di api? No, ma può mettere insieme una squadra che, grazie a intuizioni arrivi allo scopo. E le api, se potessero, ringraziano. Aldo Villagrossi è un ingegnere meccanico di 51 anni di Soncino esperto in packaging che lavora alla Cosmar di Milano. Da tempo si preoccupa della moria che rischia di mutare gli equilibri del nostro sempre più fragile ecosistema.

«Le api devono impollinare –dice – e se non impollinano va tutto a sfasciarsi». Quando ha visto che ne morivano a milioni per colpa di un insetticida ho interpellato dei professionistie ha trovato la soluzione. Quale? «Cambiare sistema. Fino a ora si usa un insetticida che stermina tutti gli insetti. Noi abbiamo trovato un sistema selettivo che non ne uccide nessuno». Lo sterminio avviene per un mix di sostanze chimiche:  Il problema però erano gli insetti che diventavano immuno resistenti». Vale a dire che diventano più pericolosi perché non muoiono. «Sì, per cui abbiamo cercato un’altra soluzione: anziché uccidere gli insetti o crearne altri più forti, impedire loro di far danni».

E il risultato c’è stato. «Sì, in tre modi differenti. Un primo prodotto del tutto naturale viene spruzzato in un ambiente. Questa stanza diventerà inaccessibile a tutti gli insetti, che non vorranno entrare. Un secondo prodotto crea una nuvola attorno alla persona e gli insetti non pungono più e un terzo prodotto riporta sulla buona strada le api». Quindi è come insegnare di nuovo alle api ad andare sui fiori. «Certo. Gli insetticidi disorientano le api che non sono più capaci di trovare i fiori e fare il loro mestiere. Il nostro prodotto insegna di nuovo alle api a trovare i fiori. Entro primavera metteremo i prodotti sul mercato. Li abbiamo presentati al Parigi, al Wolrd Aerosol Forum e avevamo tutte le aziende interessate. Non contengono sostanze chimiche o alcol». Un bel successo. Salverete il mondo? «Diamo una mano».