Castelleone, 3 luglio 2018 - Non  se ne fa nulla. Fiesco ha detto no alla fusione con Castelleone e alla sua sparizione dalle cartine geografiche. Domenica c’è stato il referendum che doveva scoprire cosa ne pensavano i cittadini dei due paese. La domanda era semplice: vuole Fiesco aggregarsi a Castelleone e sparire? La risposta degli abitanti di Fiesco è stata un secco no. Tre su cinque hanno deciso che restare in vita era meglio, anche alla luce di un pugno di euro in più. I numeri del referendum sono stati questi. A Castelleone ha votato solo il 21.1% degli aventi diritto, cioè si sono recati a votare in 1600.

Di questi 1479 (92.3%) ha detto sì alla fusione, mentre 113 (7%) no. Ci sono state anche alcune schede bianche, che sono risultate lo 0.5%. Ben diverse le percentuali a Fiesco, dove al voto sono andati in circa 600 (63.1%). Di questi, 350 hanno detto no, cioè il 59%, mentre volevano il matrimonio in 235, cioè il 41%. Le schede bianche sono state una decina. Alla luce del risultato di Fiesco, non se ne fa nulla. Ha vinto il Comitato del no che, sorto solo a inizio dell’anno, ha raccolto a mano a mano consensi, fino a risultare vincente. E’ soddisfatto il portavoce del fronte del no Erminio Zanenga: «E’ stato un bellissimo atto di libertà che ha segnato la storia dei piccoli comuni italiani. Con grande senso di responsabilità un buon numero di elettori si è recato alle urne e ha deciso che Fiesco continuerà ad esistere con una profonda voglia di fare e di crescere in autonomia. A beneficiarne saranno le persone, il nostro polo produttivo, i servizi, i commercianti e tutte le membra del nostro piccolo grande paese. Ringraziamo tutti per il risultato, specialmente chi ci ha sostenuto da sempre e chi ha abbracciato le nostre idee durante questo cammino in salita. Siamo soddisfatti per l’elevata affluenza alle urne, che ci stimola sempre più al confronto aperto con le persone». E Zanenga ha annunciato la discesa in campo di una lista civica in vista delle elezioni del prossimo anno.