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2 lug 2022
2 lug 2022

Psichiatria, chiusura ridotta a due settimane

Sventato il temuto stop per tutto questo mese e agosto. Medici in prestito. dall’ospedale di Lodi

2 lug 2022
Il presidio organizzato ieri davanti all’ospedale, poi si è diffusa la novità sull’accordo
Il presidio organizzato ieri davanti all’ospedale, poi si è diffusa la novità sull’accordo
Il presidio organizzato ieri davanti all’ospedale, poi si è diffusa la novità sull’accordo
Il presidio organizzato ieri davanti all’ospedale, poi si è diffusa la novità sull’accordo
Il presidio organizzato ieri davanti all’ospedale, poi si è diffusa la novità sull’accordo
Il presidio organizzato ieri davanti all’ospedale, poi si è diffusa la novità sull’accordo

Presidio ieri mattina davanti all’ospedale di Crema per protestare contro la chiusura del reparto di Psichiatria prevista nei mesi di luglio e agosto, causa penuria di dipendenti e necessità di far usufruire delle ferie il personale che resta. Ma mentre era in atto la protesta è trapelata la notizia che il reparto non resterà chiuso per due mesi, ma solo per due settimane. Infatti, la direzione ha stipulato un accordo con l’ospedale di Lodi per avere medici in prestito. In questo modo la chiusura del reparto di psichiatria, nel quale ci sono poco meno di una decina di pazienti, sarà solo per due settimane, contro i due mesi paventati. Nessuna conferma dalla direttrice generale Ida Ramponi, che non rilascia dichiarazioni in attesa di comunicare l’accordo ai sindacati, cosa che dovrebbe avvenire entro pochissimi giorni. Ieri mattina comunque davanti all’ospedale Rifondazione comunista ha manifestato contro la chiusura del reparto. "Abbiamo saputo in forma non ufficiale – ha confermato Piergiuseppe Bettenzoli – dell’accordo con l’ospedale di Lodi e della chiusura di due settimane contro i due mesi annunciati. Siamo senz’altro contenti di questa notizia, anche se due settimane per le famiglie di questi pazienti sono un tempo lungo. Tuttavia, puntiamo il dito sulle lungaggini delle quali si è resa responsabile questa direzione. Non si può indire un concorso per sostituire il primario solo nell’imminenza delle ferie e scoprire che nessuno si è iscritto al momento dell’esame (venerdì 17 giugno, ndr). Si sapeva da tempo sia delle dimissioni di un medico, sia del pensionamento di un altro. Due medici su cinque che se ne vanno sono un fatto importante ed è necessario muoversi per tempo. Non ci si doveva far trovare impreparati e quanto sta succedendo è molto grave e dà adito a preoccupazioni e pensieri tutt’altro che positivi per il futuro del nostro ospedale".

Il timore che sia in atto una manovra d’impoverimento dell’ospedale trova giustificazioni: molti i medici che nell’ultimo periodo hanno lasciato la struttura, non sempre rimpiazzati e molti i reparti che non hanno l’organico completamente coperto.

Pier Giorgio Ruggeri

© Riproduzione riservata

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