Mauro Pamiro
Mauro Pamiro

Crema (Cremona), 18 luglio 2020 - Dopo l’uscita del procuratore della repubblica Roberto Pellicano che ha detto a chiare lettere che non c’è alcun giallo Pamiro, che non esistono terze persone implicate nella vicenda e che si tratta di una questione che riguarda la vita privata delle persone, oltre all’importante fatto che a breve la posizione della moglie Debora Stella sarà oggetto di richiesta di archiviazione, la famiglia di Mauro Pamiro non si dice convinta dalla tesi del suicidio.

I genitori del professore musicista, la mamma Marisa Belloni e il papà Franco Pamiro, non si fermeranno qui. Ieri il padre ha preso contatto con un notissimo penalista milanese, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, balzato agli onori della cronaca per aver tutelato gli interessi della famiglia di Chiara Poggi nell’ultimo processo, ottenendo la condanna di Alberto Stasi, il fidanzato della ragazza di Garlascvo uccisa nel 2007. Il penalista ha riferito a Pamiro di essere interessato alla vicenda e ha chiesto al padre della vittima di parlare con il legale attualmente incaricato.

"Non ho alcun problema a interessarmi di questo fatto che, per quanto ne so, ha parecchi lati oscuri. Tuttavia, per correttezza, ho chiesto a Pamiro di parlare con il legale. Personalmente non avrei alcun problema a collaborare, qualora mi venga chiesto. In merito a quanto successo, pur sottolineando che non ho ancora iniziato a esaminare la vicenda, devo dire che mi ha impressionato l’uscita del procuratore di Cremona. Mi fa pensare che abbia in mano molti elementi che gli abbiano permesso di rilasciare quelle dichiarazioni".

Franco Pamiro ha lasciato lo studio dell’avvocato chiedendo un giorno di tempo per sistemare quanto necessario e poi si sarebbe fatto vivo oggi per comunicare la sua decisione. Ha comunque stupito molti la dichiarazione del procuratore, particolarmente netta nel confermare l’ipotesi del suicidio.

Un sospiro di sollievo per la famiglia Stella e per la moglie di Mauro, Debora, che si vede sollevata da un’ipotesi di accusa pesante, ma resta con l’immenso dolore di aver perso il marito, uomo che amava profondamente. Ma ci sono ancora delle domande senza risposta: perché Pamiro è uscito di casa intorno a mezzanotte, alzandosi dal letto, non indossando scarpe, senza soldi e cellulare; come ha fatto a salire in cima all’impalcatura a piedi nudi, quando non ci sono scale e quando la stessa impalcatura è dotata di protezione anticaduta; è sufficiente l’altezza di circa cinque metri per provocare la morte e, soprattutto, le lesioni riscontrate? Il foro in fronte è stato provocato dalla caduta sul sasso trovato con qualche traccia di sangue? E, infine, è stato sufficiente uno screzio per far decidere al professore musicista, appassionato della vita, della sua professione e della sua musica, di prendere una decisione tanto tragica?