Pandino (Cremona), 8 giugno 2018 - ​Sono tornati ma se ne sono andati a mani vuote. Ultimo colpo conosciuto messo a segno con questa tecnica dalla banda del plastico è stato l’11 febbraio a Soncino. Poi un silenzio durato quattro mesi. Questa volta però, dopo cinque colpi messi a segno, non ce l’hanno fatto.

Sono le 2.30 di ieri mattina quando il centro di Pandino è svegliato da un boato. Non sono poche le persone che si affacciano alle finestre di via Umberto I e vedono che la stanza dove c’è il bancomat della banca San Paolo è sventrata. Ma notano anche che i rapinatori salgono rapidamente su una station wagon nera e si allontanato e di lì a poco arrivamo prima gli agenti di due istituti di vigilanza e poi le pattuglie dei carabinieri. Cos’è successo? Il colpo è andato a monte perché nei pressi c’erano i vigilantes dell’Ivri e della Polnotte che, udito lo scoppio, sono corsi in via Umberto I riuscendo a mettere in fuga i banditi.

Il colpo era stato impostato come tutti gli altri. Un malvivente si introduce nella stanza del bancomat, con un piede di porco allarga la bocchetta da dove escono i soldi e ci infila una “sottiletta” di esplosivo al plastico con una miccia corta. Dà fuoco e si mette al riparo velocemente. Quando l’esplosione devasta la stanza, i banditi, di solito tre, entrano in azione per cercare le banconote sepolte sotto le macerie. Ma stavolta l’imprevisto che non ti aspetti, con l’arrivo delle guardie giurate, e la fuga. Quando sul posto giungono anche i carabinieri, subito si mettono alla ricerca dell’auto dei banditi che, secondo testimoni, avrebbe preso la Bergamina con direzione Paullese e sarebbe sparita verso Milano.

Il primo assalto al plastico è avvenuto il 16 dicembre scorso. I banditi se ne sono andati con 30mila euro; il 6 gennaio alle 2 l’assalto è stato dato alla Banca di credito cooperativo di Mozzanica, con bottino di circa 20mila euro. La notte successiva, alle tre, è toccato alla filiale della Banca cremasca di Pianengo, dove i banditi hanno distrutto una parete e parte del bancone della banca. Dopo l’esplosione si sono presentati in tre a prelevare i soldi, ma la gran polvere e il poco tempo a disposizione ha fatto sì che i ladri prendessero solo 8mila euro, lasciandone almeno 12mila sotto le macerie. Infine, il colpo di domenica 11 febbraio ai danni della Banca agricola mantovana, ora Monte dei paschi, di Soncino, dove due banditi hanno razziato 17mila euro prima di fuggire. Tutti colpi messi a segno la notte di un giorno di festa. Meno quest’ultimo.