Cremona, 17 maggio 2018 - Un parroco di una parrocchia in una località turistica un giorno d’estate mise un cartello fuori dalla chiesa con scritto: Qui dentro non c’è una piscina. Più o meno la stessa cosa ha fatto Paola Viccardi, dirigente dell’istituto Pacioli di Crema, oltre mille studenti divisi in due edifici che quotidianamente arrivano nelle varie classi. E qualcuno a volte si presenta vestito in modo improbabile. «Direi improponibile per una scuola – attacca la dirigente, che in- calza. – È una questione di buon gusto, estetica e anche di sicurezza. Se vieni a scuola con le infradito, magari inciampi nelle scale. E con i mini short, non sei proprio da vedere e non solo le ragazze, ma anche i ragazzi con i pantaloncini corti o i bermuda. È necessario capire che questa è una scuola, non una spiaggia e vestirsi di conseguenza e quindi ho inteso ribadire quanto contenuto nel regolamento d’istituto con un avviso nella bacheca delle due sedi».

A volte l’abito è l’espressione di quel che sono.

«Nessuno nega che i ragazzi possano esprimersi anche nel modo di vestire ma, ripeto, questa è una scuola. Noi prepariamo futuri ragionieri e professionisti, magari che avranno un lavoro in banca. In questi istituti ci vai con le infradito o gli short? Dai clienti come ti presenti? Qui è la stessa cosa. È necessario che capiscano cosa stanno facendo».

Perché questa decisione?

«Arriva il caldo e la gente si spoglia. A volte troppo. Decoro e contegno devono essere sempre presenti da parte di tutti, professori e studenti».

E chi sgarra?

«Beh, dapprima glielo si fa notare. Poi si prendono provvedimenti».

Lo mandate a casa a cambiarsi?

«Ma no, se proprio non la capiscono si passa alle note sul registro. Ma ritengo che non sarà necessario».

Ma questi studenti sono più trasgressivi di altri nel gestire il proprio guardaroba?

«Non voglio addentrarmi in discorsi sulla moda, ma solo proporre una considerazione di buon gusto. E c’è di più…». Dica. «Il prossimo anno introdurremo un corso che insegni ai ragazzi e alle ragazzi come porsi, come parlare, come mantenere un contegno».

Un corso di galateo?

«No, un corso che metta in evidenza come ci si comporta e come ci si approccia agli altri e con la gente. Che, spesso, sono poi le persone con le quali ti devi raffrontare per lavorare».