Cremona, 5 luglio 2019 - I carabinieri di Cremona hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere nei confronti di 3 studenti 18enni ed un 17enne indiziati del reato di rapina e tre ai domiciliari, nei confronti di 3 studenti, di cui due 16enni ed un 15enne, indiziati del reato di tentata estorsione), a carico di ragazzi che, con altri 18 denunciati, avevano trasformato alcune vie e piazze della città in veri e propri ring, dove si davano appuntamento (grazie ai social) per confrontarsi o per aggredire. Gli indagati, tra i 15 e i 18 anni, prendevano di mira anche giovanissimi. Decine gli episodi di violenza postati e commentati sulla pagina di Instagram «Cremona.dissing». Il termine "dissing", mutuato dallo slang afro-americano e molto diffuso in ambito musicale, può essere tradotto con "mancare di rispetto" visto che deriva dalla parola inglese disrespecting. Nel mondo hip-hop è spesso utilizzato quando un artista vuole prevalere su un altro o comunque imporsi su una determinata scena musicale.

DAI SOCIAL ALLA "VITA REALE" - A Cremona i giovani arrestati e denunciati avevano esteso questo "atteggiamento" alla vita di tutti i giorni, sfidandosi nelle strade e nelle piazze della città o aggredendo vittime designate. Su Instagram si contano almeno tre pagine - con alcune variazioni di nome - riconducibili a "Cremona.dissing". In una di queste il sottotitolo è eloquente e inquietante: "Meno furbi siete e meno le prendete". Quella che è stata oggetto dell'indagine da parte dei carabinieri di Cremona e della Procura della Repubblica è stata solo quella denominata "Cremona.dissing", alla quale vi era collegato un link all’applicazione “ThisCrush”, la quale permetteva di partecipare ad una chat esclusivamente accessibile ai gestori della pagina e a coloro che la “seguivano”.

PIAZZA MARCONI COME RING - Una pagina che era diventata un vero e proprio palcoscenico, in cui i componenti del branco “vivevano” rendendo direttamente pubblico il loro operato, anche come sfida aperta alle autorità, e per essere rinforzati dai “mi piace” della rete che li rendeva ancora più onnipotenti. Nella pagina “Cremona.dissing”, venivano pubblicati i video delle risse, nonché venivano pubblicate le vignette ritraenti la Pizza Marconi di Cremona, assimilata ad un ring per incontri di box, con la scritta “the ring is for boy”, che tradotto significa “il ring è per ragazzi” e sull’immagine della predetta Piazza “This Ring is for real man” che tradotto significa “questo ring è per uomini veri”.

Nel corso del monitoraggio della chat si è evidenziato il motivo dell’utilizzo delle relative discussioni, anche come “propaganda”, utilizzando ad esempio, personaggi pubblici o noti al pubblico, con la scritta “Membri di Cremona.dissing mentre aspettano il prossimo Jump”. La terminologia gergale “Jump”, “Jumpare”, veniva utilizzata per fare riferimento alle aggressioni messe in atto dai componenti della pagina “Cremona.dissing”, sostanzialmente Jump ovvero salto italianizzato in “jumpare” sta a significare “saltiamo addosso ad una persona”. I carabinieri hanno avviato le indagini in seguito a segnalazioni di presidi, insegnanti e genitori preoccupati per i continui episodi di violenza.