Crema, 7 febbraio 2015 - Consiglio comunale aperto con clamor di popolo in piazza: 250 persone dentro, ben di più nella piazza del Duomo prima ad ascoltare Matteo Salvini, poi a gridare al sindaco la loro rabbia per il luogo di culto e perché il consiglio comunale aperto, aperto non è, vista la dislocazione e l’esiguo numero di persone che hanno potuto entrare. E Salvini ha cavalcato la doppia protesta, improvvisando non uno ma due comizi in piazza, applauditissimo, osannato, quasi portato in trionfo, quando ha detto: «Questa gente se non si adegua, vada a casa loro!».

Cori da stadio quando è stato chiesto al popolo della Lega, ma non solo, se volevano la moschea e al grido (verso il sindaco) di dimissioni. Grande spiegamento di forze dell’ordine, ben più in piazza che nel Comune. I lavori del Consiglio comunale aperto sono cominciati (quasi) puntualmente, con il presidente Cappelli che ha spiegato cosa si stava facendo e come funzionava. Poi la parola è passata al sindaco e, a mano a mano che il tempo passava, ai consiglieri, lasciando relegate dopo le 22 le persone che volevano intervenire, dire la loro. Un Consiglio comunale criticatissimo per l’ubicazione: metà delle persone erano ospitate in una sala lontano da quella consiliare, dove potevano vedere e sentire quel che succedeva in consiglio solo attraverso un televisore, mentre in tanti avevano chiesto una dislocazione.

A Crema esistono sale da oltre 400 posti che avrebbero potuto servire all’occasione. Ma non c’è stato nulla da fare. Quindi, due i consigli: quello ufficiale dentro il Comune e quello della gente, che è rimasta fuori a sventolare le bandiere e a chiedere le dimissioni del sindaco. Di certo la discussione sul luogo di culto sta facendo morti e feriti specie tra la classe dei politici, impantanatasi in una diatriba che accentra tutto su un tema che sta rivestendo un’importanza troppo grande e che ormai, prigioniero della politica, non avrà la possibilità di uscirne bene. Al consiglio c’erano Toninelli (Cinquestelle) e Bordo (Sel), non si è fatta vedere la Beccalossi, frenata dalla neve e dalle strade. Salvini non è salito, lasciandosi abbracciare dal suo popolo in piazza. Ha detto quel che la sua gente voleva sentire e se n’è andato tra gli applausi. Toninelli ha ribadito la linea del movimento: luogo di culto? Lasciamo che sia la gente a decidere, con una consultazione. La sensazione? Che tanto nessuno cambierà la propria idea.