Mauro Pamiro, 44 anni, con la moglie Debora Stella, 39 anni
Mauro Pamiro, 44 anni, con la moglie Debora Stella, 39 anni

Crema (Cremona), 5 luglio 2020 - L’esame tossicologico, rilievi con il luminol e contenuti di tre cellulari, un portatile e un computer fisso: dagli esiti di questi accertamenti dipendono molte risposte sulla morte di Mauro Pamiro, il professore di 44 anni trovato cadavere in un cantiere di via Don Mazzolari, a Crema, lunedì 29 giugno.

Una parziale ricostruzione delle ore precedenti al ritrovamento vede Pamiro a casa di amici insieme alla moglie Debora Stella, nel pomeriggio di sabato 27. Alle 18 il prof, stanco per gli esami di maturità, torna a casa; alla moglie dice di restare pure. La coppia appare agli occhi degli amici del tutto normale. Da quel momento le tracce dell’uomo si perdono. Secondo l’autopsia la morte sarebbe avvenuta verso l’alba di domenica 28. Ma fino a lunedì la moglie, unica indagata, non ha detto che il marito era scomparso. Dalla Questura non confermano che nella casa della coppia sia stato trovato del sangue, ma ammettono che sarà eseguita un’analisi con il luminol.

Intanto, madre e padre di Pamiro hanno nominato i propri avvocati: Ilaria Dioli e Vittorio Meanti. "Martedì si assegna l’incarico per l’esame tossicologico – informa Meanti – Nella casa sono stati sequestrati tre cellulari, un pc e un computer fisso". Per l’autopsia la morte è avvenuta “a seguito di precipitazione da altezza considerevole”: dove è stato trovato Pamiro c’è una villetta in costruzione alta 7 metri ma ancora non ha le scale e dalle impalcature si potrebbe arrivare al tetto con fatica. Il corpo era riverso su un fianco e con ferite in testa (all’inizio si è pensato a un colpo di pistola) e su un braccio, senza scarpe e senza cellulare. Perchè? Un’ipotesi è che sia stato trascinato li dopo essere precipitato altrove: vicino c’è un altro cantiere, dove si sta costruendo un edificio più alto e con le scale già fatte e dove i cani poliziotti si sono attardati a lungo.