Coronavirus
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Crema, 24 settembre 2020 -  Lunedì nel famedio di piazza del Duomo sarà svelata una targa in ricordo delle vittime durante la fase più terribile dell’emergenza Covid che, proprio per questo, non hanno potuto avere un funerale con parenti e amici. Il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, ha inviato una lettera ai parenti dei deceduti dal 20 febbraio al 31 maggio.

Una famiglia ricorda il calvario di suo figlio Lorenzo, morto a 41 anni. Storia di Lorenzo una delle vittime più giovani di Coronavirus del territorio. Ce la raccontano i suoi genitori, ancora straziati dal dolore. "Lorenzo vive da solo a S. Bartolomeo e alla fine di febbraio manifesta i primi sintomi - ricordano -. Va dal medico che lo visita e diagnostica un’influenza. Ci riferisce quanto detto dal medico e continua a vivere da solo". La mamma si preoccupa e va a trovarlo spesso, portandogi il cibo. Lorenzo va in pronto soccorso, ma dopo la visita viene dimesso. Si aggrava nel giro di pochi giorni. Il 9 marzo chiama la mamma e gli dice che ha il fuoco nei polmoni. La donna torna in pronto soccorso e chiede se può far visitare il figlio. Lo porta in pronto soccorso.

Lorenzo resta ricoverato fino al 16 quando viene trasferito a Vigevano perché là, forse, sono più preparati per cercare di riuscire a tamponare una situazione che, però, diventa sempre più grave. I parenti non lo vedono più e il 29 marzo ricevono la notizia che è morto. I familiari non hanno potuto accompagnarlo nell’ultimo viaggio e per loro è stato un ulteriore strazio. Saranno presenti allo svelamento, ma non vogliono che il nome del figlio venga letto, convinti che si sarebbe potuto salvare, ma che a causa di errori e poca conoscenza della malattia, lui è morto.