La presentazione del progetto
La presentazione del progetto

Spino d'Adda (Cremona), 17 marzo 2019 - Un appartamento della mafia assegnato al Comune di Spino d’Adda. Già da due anni l’amministrazione del paese cremasco aveva presentato domanda presso l’agenzia nazionale che si occupa dei beni sequestrati alla mafia. A Spino, in via Olanda, c’era una casa, alla quale era stato attribuito un valore di 140mila euro, che era stata sequestrata l’anno precedente.

In base alle normative, il Comune di Spino, nella persona dell’assessore Clorinda Rossi prima, e dell’attuale Eleonora Ferrari poi, aveva presentato all’agenzia un progetto per trasformare l’appartamento in uno spazio dove i servizi sociali avrebbero potuto accogliere le famiglie fragili e organizzare anche colloqui protetti con i bambini interessati.

Per ottenere la casa era necessario presentare un progetto, istanza alla quale il Comune aveva aderito due anni addietro. In concorso con loro c’era anche la Gdf, che intendeva utilizzare la casa come alloggio per alcuni dipendenti. Nell’estate dello scorso anno c’è stata l’assegnazione.

«L’appartamento – rivela la Ferrari – ci è stato assegnato sei mesi fa. L’agenzia ha avvertito che avremmo avuto sei mesi di tempo per rendere operativo secondo il nostro progetto la casa concessa e noi abbiamo lavorato parecchio per riuscire a stare nei tempi. A febbraio era tutto a posto e abbiamo potuto cominciare la nostra attività».

La casa è piuttosto grande, visto che consta di tre stanze, due bagni, cucina, due balconi, un salone, un ripostiglio e un box. Per legge non è possibile sapere a chi sia stato sequestrato. Prima di renderla operativa assessore e servizi sociali hanno programmato una riunione con i residenti per spiegare quel che ci sarebbe stato e garantire che non ci sarebbero stati disturbi.

«Siamo molto contenti del risultato – conclude l’assessore – e pensiamo di organizzare per il prossimo mese una piccola inaugurazione per far vedere a tutti quel che abbiamo fatto e come abbiamo trasformato questa casa». In realtà ci sarebbero ancora alcuni lavori da mettere in atto per concludere a pieno il progetto. «Per questo motivo abbiamo aderito a un bando regionale che mette a disposizione 20mila euro proprio per queste necessità. Se li otterremo, potremo migliorare una struttura già molto accogliente».