Il procuratore Roberto Di Martino
Il procuratore Roberto Di Martino

Cremona, 11 febbraio 2015 - Sono 23 le richieste di archiviazione firmate dal procuratore di Cremona, Roberto di Martino, nell’inchiesta sul Calcioscommesse. I nomi più squillanti fra i personaggi in uscita di scena sono quelli di calciatori in attività e non: Domenico Criscito (oggi in forza allo Zenit di San Pietroburgo), l’ex genoano Giuseppe Sculli, Kaka Kaladze, Bobo Vieri. Oltre a questi, Angelo Iacovelli, factoturm di alcuni giocatori del Bari.

Vieri, ex bomber di Juventus, Inter e della Nazionale, assisito dall’avvocato Danilo Buongiorno, si è detto «amareggiato di avere visto il mio nome associato a una vicenda penale che non mi riguardava proprio. Spero proprio che questa notizia trovi lo stesso risalto di come quando mi hanno indagato: cosa che di solito non succede». E’ stata archiviata anche la posizione di un vicepremier: Kakhaber (Kakha) Kaladze, ex di Milan e Genoa, nel 2012 è uscito trionfatore dalle elezioni politiche in Georgia, suo paese d’origine. I riflettori su di lui si erano accesi in seguito ad un rapporto inviato a Cremona dalla questura di Alessandria. In una conversazione a cui partecipava Safet Altic, ritenuto un trafficante di droga, si parlava della consegna a Kaladze di un certo numero di «porte».

Una frase all’apparenza criptica che la difesa dell’ex calciatore aveva subito chiarito: si trattava effettivamente di porte. Con l’avviso di chiusura delle indagini preliminari a 130 indagati la procura cremonese mette punto fermo a oltre quattro anni di lavoro. Una indagine imponente, che ha visto il procuratore di Martino costretto a fronteggiare anche una drammatica carenza di personale e mezzi. Questo ha allungato i tempi dell’inchiesta. Per le partite disputate nel 2008 e finite nel mirino degli inquirenti (legate a reato di frode sportiva e non a quello associativo) è stata raggiunta o sta per esserlo la boa dei sei anni e mezzo prima che scatti la prescrizione. Se nel frattempo dovesse intervenire la richiesta di rinvio a giudizio, i termini della prescrizione si allungherebbero di un anno, fino a sette anni e mezzo.

Il rischio si ripropone ora per gli incontri del 2009. In primavera dovrebbe iniziare la maratona delle udienze preliminari. Il processo potrebbe essere celebrato entro l’anno. Denaro, denaro, denaro. Flussi imponenti che emergono anche dalla pagine degli avvisi di conclusione indagini. Il gruppo serbo-macedone degli «zingari» aveva imposto un suo tariffario per le manipolazioni: 250-300mila euro per le partite di serie A, 150-200mila per quelle di B, 50-60mla per la Lega Pro. Denaro in cambio di una vittoria sul campo o per cercare di ottenerla. Scrive di Martino: «... Bellavista (Antonio Bellavista, ex giocatore del Bari -ndr) si metteva in contatto con Stefano Bettarini, così come faceva Tisci. Bettarini confermava che erano pronti 120.000 euro da parte del Siena, destinati al Sassuolo per corrompere i giocatori».