di Pier Giorgio Ruggeri Riprende domani il processo bis a Ousseynou Sy, il dirottatore del pullman con i ragazzi e gli adulti delle medie Vailati di Crema che, il 20 marzo 2019, rapì 51 persone con l’obiettivo di andare a schiantarsi sulle piste di Linate per attirare l’attenzione sui bambini morti durante l’attraversata del Mediterraneo. "Abbiamo chiesto al giudice di prendere in considerazione un rimborso di 300mila euro per...

di Pier Giorgio Ruggeri

Riprende domani il processo bis a Ousseynou Sy, il dirottatore del pullman con i ragazzi e gli adulti delle medie Vailati di Crema che, il 20 marzo 2019, rapì 51 persone con l’obiettivo di andare a schiantarsi sulle piste di Linate per attirare l’attenzione sui bambini morti durante l’attraversata del Mediterraneo. "Abbiamo chiesto al giudice di prendere in considerazione un rimborso di 300mila euro per ciascun bambino – dice l’avvocato Antonino Andronico, che patrocina quattro famiglie – e abbiamo rinunciato alla causa civile, affidandoci a quella penale. Da Autoguidovie abbiamo ottenuto una provvisionale di 25mila euro. Domani vediamo che cosa deciderà il collegio". L’avvocato Andronico difende le quattro famiglie gratuitamente. Gli avvocati Ilaria Groppelli e Vittorio Patrini reggono le sorti dei due professori rapiti, Alessandro Cadei e Giacomo Andrico. "Riteniamo che domani il collegio confermerà la sentenza di primo grado. Per quel che ci riguarda, abbiamo chiesto di rivedere la somma che deve essere assegnata come rimborso. Abbiamo avuto una provvisionale di 25mila euro, ma pensiamo che il danno sia da quantificare in modo diverso".

Anche l’avvocato Giuseppe De Carli, che cura gli interessi del Comune di Crema, che si è presentato come ente danneggiato naturalmente è contrario a quanto dichiarato dall’avvocatura di stato, che ha accusato il Comune di aver sottoscritto un contratto con le Autoguidovie che non andava stipulato. In definitiva, domani si potrebbe mettere la parola fine su questo atto terribile, a poco più di due anni da quando è successo. Il Pm Lucilla Tontodonati non ha dubbi sull’atto che deve essere classificato come terrorismo, viste le modalità con le quali è stato perpetrato, il coltello, la pistola, la benzina e la dichiarata finalità di uccidere gli ostaggi a Linate. Di parere diverso è l’avvocato Giovanni Garbagnati, difensore di Sy, che ha chiuso il dibattimento sottolineando come il suo assistito volesse solo mettere in atto una dimostrazione per attirare l’attenzione sui bambini morti nel Mediterraneo, ma che non avesse intenzioni omicide, fatto ribadito ieri anche dallo Stesso Sy.