il dottor Cesare Galli
il dottor Cesare Galli

Cremona, 7 giugno 2020 - «Se ci fossero arrivate le autorizzazioni che attendiamo da due anni e avessimo potuto ingrandire il nostro laboratorio, ci saremmo tenuti i nostri maiali, anziché essere costretti a inviarli in Belgio. Avremmo proseguito qui la sperimentazione per un siero anti-Covid. Senza contare che se, come si spera, la ricerca avrà successo, si dovranno produrre più maiali e da noi ci sarà bisogno di più spazio. Siamo come in un cerchio, senza fine e senza inizio. Una specie di giostra che non smette di girare. La burocrazia è peggio del Covid. Non tutta. Un po’ di burocrazia ci vuole, ma col buon senso". È amareggiato Cesare Galli, fondatore e direttore di “Avantea”, laboratorio di Cremona, punta avanzata della biotecnologia, il “papà” del toro Galileo, della cavalla Prometea e di altri prodigi della clonazione e da ultimo il salvataggio del rinoceronte bianco. Il laboratorio cremonese è fra i soci fondatori della francese Xenothera, impegnata nella ricerca sperimentale che parte dalla ipotesi di trattare i malati di Covid iniettando direttamente gli anticorpi prodotti dai maiali. I problemi di spazio, in assenza dei permessi per l’ampliamento, l’hanno costretto a trasferire la ricerca all’estero.

Professor Galli, qual è il vostro ruolo?
"L’emergenza Covid è esplosa in febbraio. Il governo francese ha lanciato un appello a chi avesse idee o soluzioni per curare o per prevenire la pandemia. Come Xenothera ci siamo fatti promotori del progetto di utilizzare i nostri maiali vaccinandoli con delle proteine del Covid allo scopo di generare anticorpi in grado di neutralizzare il virus. Questo viene fatto in Belgio, in uno stabilimento che è stato trovato nelle Fiandre. Una operazione che se avessimo avuto più spazio si sarebbe potuta fare benissimo qui a Cremona".
A che punto è la sperimentazione?
"Dei maiali destinati a questa ricerca ne abbiamo inviati in Belgio undici e ce ne hanno già chiesti altri. In aprile i maiali “belgi“ sono stati “vaccinati“ con la proteina di superficie del Covid-19. Attualmente il siero raccolto si trova nella sede di Hong Kong dell’Istituto Pasteur dove si sta testando se gli anticorpi sviluppati sono effettivamente neutralizzanti del Covid su cellule in laboratorio. Poi si dovranno fre alcuni test su animali. Se il risultato finale sarà positivo e si potrà entrare in produzione, sarà necessario avere a disposizione più maiali per ottenere una maggiore quantità di siero secondo le esigenze sanitarie. Questo per noi, a Cremona, vuol dire: più maiali uguale più spazio. Torniamo al discorso di prima".
E al discorso della burocrazia.
"Dopo anni di trattative siamo riusciti ad acquistare il terreno qui intorno, un terreno agricolo. Abbiamo chiesto al Comune di Cremona la variante del PGT, il Piano di governo del territorio da agricolo a servizi, per poterci costruire quello che serviva: uno stabulario per i suini, una scuderia per i cavalli, una concimaia, un capannone per foraggi e mangimi e anche un allargamento per i laboratori. Massima disponibilità da parte dell’amministrazione comunale. Era il mese di agosto del 2018. Passaggi burocratici, passaggi in giunta, elezioni amministrative. Si riprende il discorso. A gennaio di quest’anno sono riuscito a fare mettere nero su bianco tutto quello che secondo la burocrazia era necessario. Ho anche iniziato a spazientirmi".
E da allora?
"Finalmente il Comune di Cremona ha completato la Vas, la Valutazione ambientale strategica, per procedere alla variante di Piano. A fine febbraio è iniziato il lockdown. Tre mesi di blocco. Adesso il Comune dovrebbe apportare la variante di Piano, previa approvazione della commissione territorio, che andrà poi approvata in consiglio comunale. Sarebbe necessaria anche la Vas" .