Sofia Ogliari, 26 anni, in una fotografia scattata a Ghanzi, in Botswana
Sofia Ogliari, 26 anni, in una fotografia scattata a Ghanzi, in Botswana

Trescore Cremasco, 31 maggio 2020 -  Dopo tre giorni di viaggio Sofia ha rimesso piede sul suolo italiano. È finita l’avventura di Sofia Ogliari, la 26enne di Trescore Cremasco bloccata in Botswana che, dopo un mese di tentativi andati a vuoto, attraverso la mamma, ha fatto appello alla Farnesina per poter rientrare. Era nel Paese africano da febbraio, con l’associazione Mosaico euroafricano, avrebbe dovuto rientrare ad aprile, ma a causa della pandemia non era più riuscita a trovare un volo che la riportasse a casa.

"Ce l’abbiamo fatta – esordisce Sofia, rientrata alla sua abitazione nella tarda mattinata –. Abbiamo superato anche le ultime difficoltà. Venerdì sera siamo arrivati in ritardissimo a Roma, ma la compagnia aerea ci ha messo a disposizione un albergo dove passare la notte e poi questa mattina (ieri, ndr) ho preso un volo per Malpensa e lì ho trovato ad attendere i miei parenti".

Una volta tornata a casa, Sofia si è messa in contatto con il fratello, medico in Pennsylvania, per salutarlo e comunicargli che tutto era andato bene. "Il lungo viaggio di rientro – racconta la mamma – è cominciato martedì mattina da Ghanzi, il paese del Botswana dove mia figlia si trovava dallo febbraio con questa organizzazione milanese che si occupa di bambini. Mercoledì ha passato il confine con il Sudafrica ed è stata ospitata per la notte da una esponente della Comunità europea. Quindi, mercoledì è stata portata nell’ambasciata italiana di Pretoria, dove c’erano altre due italiane che attendevano di rimpatriare. Alla mezzanotte di giovedì hanno preso un volo charter a Johannesburg che avrebbe dovuto arrivare in mattinata a Fiumicino. Invece è successo qualcosa di imprevisto e il volo ha dovuto fare un lungo scalo di sei ore a Lagos. Infine, l’aereo è ripartito e è atterrato qualche minuto prima delle 19 di venerdì a Fiumicino". Adesso che tutto è finito nel migliore dei modi, Sofia può rilassarsi. Ha rivisto le amiche, che sono andate a trovarla ma che ha incontrato a distanza. "Ora devo fare la quarantena a casa. In Botswana il coronavirus ha contagiato una trentina di persone, ma devo dire che non è che lo cerchino con tenacia. Al termine di questo periodo penserò cosa fare. Adesso mi godo la mia famiglia".