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15 apr 2022

Aveva estorto soldi a duecento clienti Condanna definitiva

Dalla Cassazione l’ultima parola: respinto il ricorso di Silvani

15 apr 2022
pier giorgio ruggeri
Cronaca
Anche secondo gli Ermellini l’imprenditore Antonio Silvani si faceva pagare in nero e 10 anni dopo chiedeva di nuovo il saldo di cui le banche non avevano più traccia
Anche secondo gli Ermellini l’imprenditore Antonio Silvani si faceva pagare in nero e 10 anni dopo chiedeva di nuovo il saldo di cui le banche non avevano più traccia
Anche secondo gli Ermellini l’imprenditore Antonio Silvani si faceva pagare in nero e 10 anni dopo chiedeva di nuovo il saldo di cui le banche non avevano più traccia
Anche secondo gli Ermellini l’imprenditore Antonio Silvani si faceva pagare in nero e 10 anni dopo chiedeva di nuovo il saldo di cui le banche non avevano più traccia
Anche secondo gli Ermellini l’imprenditore Antonio Silvani si faceva pagare in nero e 10 anni dopo chiedeva di nuovo il saldo di cui le banche non avevano più traccia
Anche secondo gli Ermellini l’imprenditore Antonio Silvani si faceva pagare in nero e 10 anni dopo chiedeva di nuovo il saldo di cui le banche non avevano più traccia

di Pier Giorgio Ruggeri

La Cassazione ha chiuso definitivamente la vicenda che ha visto come protagonista l’imprenditore Antonio Silvani, accusato di estorsione ai danni di poco meno di 200 clienti ai quali aveva fornito infissi facendosi pagare in nero e poi, dopo dieci anni, aveva emesso fatture e preteso un nuovo pagamento, a volte addirittura maggiorato rispetto al preventivo e al primo saldo in nero.

Martedì la Corte ha emesso la sentenza definitiva, respingendo il ricorso dell’imputato, e condannato Antonio Silvani a 4 anni, 8 mesi e 20 giorni di prigione nonché alle spese sostenute dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Antonino Andronico, definite in 4.500 euro. La vicenda aveva preso piede intorno al 2010 quando l’imprenditore si era rivolto all’avvocato Angelo Branchi, architettando l’estorsione nei confronti dei propri clienti, alcuni dei quali avevano pagato i lavori tutto o in parte in nero. Silvani contava sul fatto che dopo dieci anni le banche non conservano più le tracce dei movimenti. Di qui la presunzione che, non potendo dimostrare in alcun modo i pagamenti, i clienti sarebbero stati costretti a pagare. Chi invece decideva di resistere, si vedeva arrivare un decreto ingiuntivo da parte dell’avvocato Branchi.

Il piano dell’imprenditore era stato scoperto quando alcuni clienti avevano presentato denuncia, decisi a rompere il muro di silenzio. Antonio Silvani, mandato a processo, aveva scelto il rito abbreviato che gli ha concesso la diminuzione della pena di un terzo, ed è stato riconosciuto colpevole in tutti i gradi di giudizio. Cassazione compresa. Anche l’avvocato Angelo Branchi era finito a processo per estorsione. Il legale ha però scelto di essere giudicato con il rito ordinario ed è stato condannato a Cremona a 7 anni e un mese di reclusione mentre in Appello a Brescia, il mese scorso, il verdetto è stato ribadito ma diminuito di un mese.

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