Il bus dato alle fiamme e il dirottatore Ousseynou Sy (Ansa)
Il bus dato alle fiamme e il dirottatore Ousseynou Sy (Ansa)

Crema (Cremona), 18 settembre 2019 - Al via, questa mattina, il processo a Ousseynou Sy, il 47enne autista delle Autoguidovie che il 20 marzo dirottò un pullman di studenti prelevati da una palestra di Crema con l’obiettivo - sventato dalle forze dell’ordine - di portarli a Linate e immolarsi su una delle piste dell’aeroporto milanese, in segno di protesta per i bambini che muoiono attraversando il Mediterraneo. L’uomo è accusato di strage aggravata dalle finalità terroristiche e sequestro di persona aggravato. L’imputato, camicia blu, pantaloini neri e, tra le mani, taccuino e penna, è in aula e i suoi legali hanno comunicato al collegio della prima Corte d'Assise che non gradisce essere ripreso dalle telecamere. Presenti anche alcuni genitori e una delle studentesse che quel giorno si trovava sull’autobus. 

"MINISTRO ISTRUZIONE RESPONSABILE CIVILE" - Il ministero dell'istruzione e la società Autoguidovie, proprietaria del bus dirottato, sono state citate in giudizio come responsabili civili e dovranno quindi rispondere dei risarcimenti in caso di condanna nel processo davanti alla Corte d'Assise di Milano. Lo ha deciso prima sezione della Corte, presieduta da Ilio Mannucci Pacini che ha rinviato l'udienza al 21 ottobre.

STUDENTI PARTE CIVILE - I cinquanta studenti che erano a bordo, le loro famiglie e tre accompagnatori si sono costituiti parte civile davanti alla Corte d’Assise di Milano. Tra loro c’è anche il papà di Adam, il ragazzo che insieme all’amico Ramy Shehata ha chiamato ai carabinieri e salvato i compagni. “Adam sta bene per il momento”, ha commentato Khalid El Hamami. “Sarà dura per lui dimenticare ma noi facciamo di tutto per aiutarlo”. Adam e l’amico Ramy Shehata per il loro gesto di coraggio hanno ottenuto la cittadinanza italiana. “In famiglia cerchiamo di non ricordare questa vicenda”, ha chiuso. “Il risarcimento aiuterebbe? Direi di sì”. Questa mattina, Antonino Andronico, il legale che rappresenta i genitori di Adam e Ramy aveva subito preannunciato la propria intenzione di citare, come responsabili civili del processo, Antoguidovie spa (vale a dire la società di trasporti dove Sy lavorava) e il Ministero della Pubblica Istruzione. Perchè oltre a Sy, ha spiegato, "secondo noi sono responsabili anche coloro che hanno messo il mezzo in mano a quest'uomo", soprattutto alla luce dei suoi precedenti: 2018 il senegalese venne condannato per violenza sessuale e negli anni precedenti gli anche stata sospesa la patente per guida stato di ebbrezza. 

L'EX AUTISTA PENTITO  - L’ex autista è in una situazione piscologica pesante in quanto passa la maggior parte della giornata da solo per ragioni di sicurezza. Agli avvocati ha riferito di essere pentito per il gesto fatto e per questo motivo è disposto ad accettare la condanna che i giudici riterranno opportuna. Peraltro i suoi legali hanno cercato fino all’ultimo minuto di fargli chiedere di essere giudicato con il rito abbreviato, che gli avrebbe consentito uno sconto di un terzo di pena, ma Sy non ne ha voluto sapere.