Bruxelles, 7 aprile 2021 - Il caso AstraZeneca diventa un vulnus per l'Europa, con il rischio (in realtà già concreto) che ogni Paese faccia a modo proprio circa l'eventualità di somministrarlo e soprattutto a chi somministrarlo. Al termine dell'incontro  tra i ministri della Salute Ue, la Commissione europea e la presidenza portoghese del Consiglio hanno lanciato un appello - confermato in una nota - a tutti gli Stati membri perché si adoperino per una posizione coordinata. Gli Stati membri dell'Ue, nel corso dell'incontro, hanno condiviso le loro diverse interpretazioni delle conclusioni del rapporto dell'Ema sul vaccino anglosvedese.

"Tutti concordavano sulla necessità di ulteriori studi di farmacovigilanza per gruppi specifici", sottolinea la nota della presidenza. La ministra portoghese della Salute, Marta Temido ha evidenziato come ogni scelta sul vaccino AstraZeneca sia "una decisione tecnica" e "non una decisione politica". "Dobbiamo continuare a seguire le migliori informazioni scientifiche fornite dall'Ema nei suoi pareri", ha concluso. "La valutazione odierna - ha detto la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides - mostra che il nostro sistema di farmacovigilanza funziona: i sospetti effetti collaterali vengono segnalati rapidamente, le informazioni vengono condivise e i nostri esperti si riuniscono rapidamente per valutare tutte le prove disponibili".

"Le nostre decisioni dovrebbero ora essere basate sul lavoro scientifico dell'Ema e su una valutazione rigorosa e continua dei rischi e dei benefici", ha spiegato la commissaria. "Oggi ho invitato i ministri della Salute a seguire un approccio coordinato in tutta Europa per migliorare fiducia del pubblico".