Angelo Faliva davanti alla nave da crociera Coral Princess
Angelo Faliva davanti alla nave da crociera Coral Princess

Cremona, 20 novembre 2019 - Dopo dieci anni potrebbe arrivare a una svolta il caso di Angelo Faliva, 31 anni, cuoco cremonese sparito dalla nave da crociera Coral Princess in viaggio da Aruba a Cartagena, in Colombia, dove lavorava. Lunedì 25 novembre saranno trascorsi ormai dieci anni e il pm Francesco Messina aveva chiesto l'archiviazione senza che la famiglia si opponesse.

Questa mattina però gli agenti della Questura si sono presentati a casa dei genitori di Angelo avvertendoli che lunedì, come ordini del Ministero degli Esteri, la scientifica di Roma prelevera' il dna dei genitori del giovane scomparso per confrontarlo con il profilo genetico di corpi mai identificati ritrovati in questi anni. A darne notizia e' stata Chiara Faliva, sorella di Angelo, sul suo profilo facebook. "Va bene che il detto dice meglio tardi che mai - ha scritto oggi Chiara - ma dopo 10 anni e con la richiesta d'archiviazione? Attendiamo. Come sempre, d'altronde, dal 25 novembre 2009".

Nel 2009 Angelo Faliva ha 31 anni. È imbarcato come primo cuoco a bordo della nave da crociera “Coral Princess” in navigazione tra Aruba (Venezuela) e Cartagena de Indias (Colombia). Sparisce la sera del 25 novembre. L’allarme scatta solo la mattina dopo alle nove. In questi anni, le indagini di Chiara hanno portato a scoperte inquietanti: il pc del fratello è stato manomesso quando era già in possesso della security di bordo. Sono state cancellate una decina di mail chesi era scambiato con un certo Tony, un tassista di Cartagena. Inoltre, per la polizia colombiana quello usato da Tony è il linguaggio cifrato dei narcotrafficanti. Poi, s’inanellano altri misteri. Il compagno di cabina avrebbe visto un foglio con la foto del giovane cuoco e la scritta “Forget me” (“Dimenticatemi”). Nella cabina del fratello Chiara ha trovato un cappellino da cuoco, una bustina, con scritto “Capilla del Mar”. La grafia è quella di Angelo. Come se il cuoco avesse ricevuto una comunicazione improvvisa, una telefonata, e avesse appuntato quel nome sul cappellino. È quello dell’hotel di Cartagena dell’appuntamento con il tassista Tony? A bordo mancava un salvagente. Lo corda che lo teneva assicurato era stata staccata. Angelo non si separava mai da una catenina. Un mese dopo la sua sparizione la catenina è stata recapitata alla famiglia in una busta chiusa.