Cremona, 9 maggio 2018 - In merito all’aggressione di un capotreno Trenord avvenuta ieri nella stazione di Cremona, secondo le prime ricostruzioni scatenata dopo un diverbio fra lo stesso capotreno e la moglie dell'aggressore, la società offre la propria ricostrizione dei fatti  

"Una cliente con ragazzo disabile in carrozzina è arrivata di corsa al binario 23 - riferisce Trenord in una nota - quando le porte del treno 2661 (Milano Centrale 18.20-Mantova 20.19) stavano per chiudersi. La cliente ha impedito la chiusura delle porte, trattenendole. La porta si è riaperta ed è intervenuto il capotreno, che ha accolto a bordo entrambi i viaggiatori diretti a Cremona. Dopo aver fatto presente alla signora l’irregolarità del suo comportamento ai fini della sicurezza dell’esercizio ferroviario, il capotreno l’ha informata che, per i viaggiatori con disabilità, è a disposizione il servizio dedicato della Sala Blu di Rfi e dell’ufficio dedicato di Trenord, che garantisce l’assistenza a terra e a bordo per questi casi".

"Nel frattempo - prosegue la ricostruzione di Trenord - il capotreno si prodigava di ottenere dalla sala operativa Trenord il trasferimento da un binario non accessibile, dove il treno avrebbe dovuto arrivare a Cremona, a un binario accessibile, adeguato per la discesa di carrozzine e l’uscita dalla stazione senza barriere. Tale operazione è stata portata a termine con esito positivo nell’ora di viaggio tra Milano e Cremona. All’arrivo a Cremona il capotreno è stato improvvisamente e selvaggiamente aggredito da un uomo, che ha continuato a colpirlo anche dopo averlo fatto cadere a terra. Quanto accaduto ha reso necessario limitare la corsa a Cremona".