Pronto soccorso dell’ospedale Sacco con pazienti in sala d’attesa
Pronto soccorso dell’ospedale Sacco con pazienti in sala d’attesa

Milano, 28 ottobre 2020 - "Gli ospedali di Milano sono al collasso, non c'è più posto per i pazienti. Avanti così, si rischia di morire in ambulanza o in casa, come accadeva in primavera". Lo dice Maurizio Viecca, primario di cardiologia al Sacco di Milano che chiede alle istituzioni di intervenire subito in Lombardia e a Milano, in particolare, dove la percentuale di positivi al tampone è salita al 17%.

"La crisi degli ospedali non dipende tanto dai posti liberi o meno, ma dalla mancanza di personale. Tanti operatori sanitari si sono ammalati, in percentuali che in
primavera non si era riscontrate perché a Milano il virus circolava meno". Secondo Viecca, bisogna adottare subito delle soluzioni che permettano di evitare scenari ancora peggiori. "Occorre immediatamente ridurre i contatti, sui mezzi pubblici anzitutto - propone -. Si deve aprire l'Area C a Milano, si devono utilizzare pulmann privati a uso turistico. E poi ci vogliono i controlli delle forze dell'ordine. Se il 95% delle persone utilizzasse mascherine a norma, avremmo migliaia di morti in meno e il lockdown sarebbe risolutivo e breve, come dimostra uno studio dell'Università di Whashington. Il controllo dell'utilizzo delle mascherine - conclude Viecca - e le sanzioni per chi non le indossa o le indossa scorrettamente è per le istituzioni un dovere sociale ma anche morale".