La tomba di Dante a Ravenna
La tomba di Dante a Ravenna

L'anno di Dante, un'occasione non solo per riscoprire i canti della Divina Commedia, ma anche per seguire la rotta, artistica, storica e geografica, che collega i campanili e i municipi di Firenze, Verona, Forlì e Ravenna. Sulle orme del sommo poeta.

Se è vero che i prossimi mesi dovrebbe portarci “a riveder le stelle” e ad uscire dall'Inferno del Covid, il calendario delle mostre in programma per i 700 anni della morte di Dante non intende farsi cogliere impreparato, pur con la prudenza imposta dalla difficile situazione sanitaria. Appena i musei riapriranno, ci sarà solo l’imbarazzo della scelta per orientarsi fra i diversi progetti. Ma già alcune cose si possono fare: accanto agli eventi online, ci sono diverse iniziative all'aperto, come la non stop di declamazione dei canti a Ravenna, dove si può visitare la tomba, o come mostra diffusa di cui è sfondo e protagonista Verona, che all'Alighieri diede "lo primo refugio" e "'l primo ostello".

Ma andiamo con ordine. ll primo progetto, a Firenze, città natale di Dante, è degli Uffizi (www.uffizi.it) ed è virtuale. Sul sito del museo fiorentino è già possibile vedere “Non per foco ma per divin’arte”, immagini dantesche dalle gallerie fiorentine. Online anche tutti i disegni di Federico Zuccari per la Divina Commedia, digitalizzati per la prima volta in alta definizione.

Al Museo nazionale del Bargello, uno dei luoghi danteschi per eccellenza di Firenze (negli affreschi della cappella è custodito il più antico ritratto di Dante) altri due progetti dedicati all’Alighieri: dal 21 aprile la mostra “Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante”, coi lavori realizzati da copisti, miniatori e lettori della Commedia nel 1337, e dal 23 settembre la mostra “La mirabile visione. Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista”, dedicata agli influssi di quest’opera nel contesto letterario tra Otto e Novecento.

Ambizioso anche il programma di Ravenna (www.vivadante.it), la città che custodisce la tomba del poeta, con quattro le mostre. La prima, già inaugurata alla Biblioteca Classense con il titolo ”Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante”, ripercorre il sesto centenario dantesco del 1921, inaugurato l’anno prima alla presenza del ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce. La seconda è stata riprogrammata dal 24 aprile al 4 luglio nell’antica chiesa camaldolese di San Romualdo: “Le Arti al tempo dell’esilio” ripercorrono le tappe dell’esilio dantesco, attraverso una raffinata selezione di opere fondamentali dei più importanti artisti del tempo di Dante, a partire da Giotto e Cimabue.

“Dante nell’arte dell’Ottocento. Un’esposizione degli Uffizi a Ravenna”, è un progetto speciale in collaborazione col museo fiorentino che concede in prestito un nucleo di opere d’arte ottocentesche per gli spazi di Casa Dante, mentre da settembre a gennaio 2022 “Un’epopea pop” mostrerà al MAR–Museo d’Arte di Ravenna la fortuna popolare della figura di Dante, attraverso i secoli e i generi espressivi, dai manoscritti del Trecento fino agli articoli di merchandising. Intrecciato alla mostra, un percorso d’arte contemporanea sui temi danteschi.

Non manca Forlì, tappa importante dell’esilio dantesco, dove ai Musei di San Domenico è in programma (tutti gli aggiornamenti su apertura e modalità di visita sul sito della mostra (www.mostradante.it) “Dante. La visione dell’arte”, a cura di Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca. Nella mostra si documenta la lettura che nei diversi periodi storici è stata data dell’arte di Dante e delle sue opere. Tra i capolavori, un disegno di Michelangelo che ritrae un dannato dell’Inferno.

Infine Verona, una città che ancora oggi parla dell’epoca di Dante. Chi vi arriva può percorrere le stesse strade, entrare nei palazzi e nelle chiese, vedere le immagini dipinte e scolpite che, oltre settecento anni fa, il Poeta esiliato ammirò nel corso del suo soggiorno. La città non solo fa da sfondo alla vicenda dantesca, ma ne diventa essa stessa protagonista grazie al progetto “Dante a Verona 1231-2021”, che propone ai visitatori un itinerario cittadino.

Il percorso e le tappe della mostra diffusa sono contenuti in una agile mappa, preziosa guida per tutti coloro che intendono visitare sia i luoghi legati alla presenza del poeta in città e alle citazioni nella Commedia, sia quelli che, ancora oggi, aiutano a restituire l’immagine di Verona al tempo di Dante: Sant’Elena, i palazzi scaligeri affacciati su piazza dei Signori, le Arche scaligere, le chiese di San Zeno, San Fermo e Santa Anastasia. Non mancheranno, poi, le indicazioni per rintracciare le memorie della secolare presenza dei discendenti del poeta in città e per individuare le testimonianze del crescere del suo mito nel tempo. La città di Cangrande della Scala ricorda Dante anche con un importante calendario di eventi. Tra questi spicca la mostra ”Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona” (www.studioesseci.net), in programma dal 7 maggio al 3 ottobre, alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Sei sezioni, prestiti d’eccezione per ricordare Dante, Beatrice, Romeo e Giulietta.