Coronavirus
Coronavirus

Milano, 24 settembre 2020 - Tornato a salire i numeri del coronavirus in Lombardia. Il bollettino di oggi, giovedì 24 settembre, scandisce 229 nuovi casi (di cui 32 'debolmente positivi' e 11 riscontrati a seguito di test sierologico) e 10 decessi. I nuovi contagi tornano dunque abbondantemente sopra quota 200, dopo due giorni al di sotto (ieri 196 e martedì 182), ma soprattuto si registra una triste impennata delle morti, quando ieri era stata una giornata a zero decessi. Inoltre, i tamponi eseguiti oggi (21.369) sono in numero leggermente inferiore a quelli di ieri (22.805): la percentuale di positivi rispetto ai tamponi sale infatti all'1% rispetto allo 0,85% di ieri.  Le note positive arrivano da fronte ospedaliero, con la diminuzione delle persone ricoverate: 31 in terapia intensiva, due in meno di ieri, e 303 in non intensiva, cinque in meno di ieri. I guariti/dimessi salgono di 275 unità. 

Coronavirus Lombardia 24 settembre

Per quanto riguarda invece la distribuzione nelle varie province, in quella di Milano si sono registrati nelle ultime 24 ore 53 nuovi casi, di cui 8 in città. Seguono Brescia (+23), Monza Brianza (+22) e Bergamo (+15). Cinque sono i nuovi casi a Lodi, tredici a Pavia, sei a Sondrio, 2 a Lecco, 1 a Mantova, Varese e a Como. Unica provincia con nessun nuovo caso, per il quitno giorno consecutivo, è quella di Cremona.

L'accusa dei medici: "Mandati al fronte a mani nude"

 "Siamo stati mandati al fronte a mani nude, con scarpe di cartone, questo non deve più succedere". Usa una metafora bellica Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici di Milano, per descrivere il "tributo altissimo" che gli operatori sanitari lombardi hanno pagato alla pandemia: di Covid-19 sono morti circa 80 medici lombardi, di cui 13 solo a Milano, e si è ammalato quasi il 13% di medici e operatori sanitari milanesi.

Il dolore di una famiglia: "Via il nome di nostro figlio dalla targa"

A Crema, nel famedio di piazza del Duomo sarà svelata una targa in ricordo delle vittime durante la fase più terribile dell’emergenza Covid che, proprio per questo, non hanno potuto avere un funerale con parenti e amici. Una famiglia ricorda il calvario di suo figlio Lorenzo, morto a 41 anni: saranno presenti allo svelamento, ma non vogliono che il nome del figlio venga letto, convinti che si sarebbe potuto salvare, ma che a causa di errori e poca conoscenza della malattia, lui è morto.