Cantù (Como), 16 agosto 2018 - Si è fermata al secondo gradino del podio la nuotata trionfale di Marco Dolfin che hai Campionati europei di Dublino ha conquistato uno storico argento con il tempo di 1’41”36. Il portacolori della BLM Briantea84 e delle Fiamme Oro si è laureato vicecampione continentale nei 100 rana SB5. Davanti a lui solo lo spagnolo Antoni Ponce Bertran, fin da subito irraggiungibile e volato sul podio con 1’29”85, terzo il portoghese Ivo Rocha, nei secondi 50 metri diretto avversario di Dolfin ma lasciato alle sue spalle grazie a uno strepitoso sprint per la seconda piazza.

Quella conquistata al National Aquatic Centre di Dublino è la seconda medaglia europea per il chirurgo della Nazionale italiana Finp (Federazione italiana nuoto paralimpico): arriva due anni dopo il bronzo di Funchal 2016 che di fatto proiettò il più famoso ortopedico d’Italia nel gota dei grandi del nuoto e fu l’anticamera dell’avventura ai Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro, dove il bronzo sfumò per soli 8 centesimi.

Mi sono tolto un peso enorme - ha commentato Dolfin -, anche perché altrimenti non sarei più potuto entrare in casa! La tattica di mio figlio Mattia ha funzionato, mi aveva detto di nuotare nella corsia gialla per vincere e ha avuto ragione. Sono molto contento per questa vittoria, per i miei figli e mia moglie in primis, sono i più diretti responsabili di questa medaglia. In secondo luogo, un ringraziamento più allargato va al mio allenatore Alessandro Pezzani che lavora molto nell’ombra, a tutto il gruppo di Briantea84, alle Fiamme Oro e alla Federazione. Così come non posso dimenticare i colleghi in ospedale che mi hanno consentito qualche turno di libertà per alcuni allenamenti extra in vista di questo appuntamento. Tutti insieme hanno contribuito a costruire una medaglia di gruppo!”.

“Il dottore c’è! – il commento a caldo di Alessandro Pezzani, tecnico che dal 2012 segue Dolfin in una preparazione tra Cantù e Torino -. Un argento meritatissimo, ripaga il grande lavoro fatto in questi mesi dopo lo stop cui siamo stati costretti a inizio anno (dovuto alla trombosi al braccio, ndr). Un podio che in più di un momento è sembrato irraggiungibile: vedere Marco conquistare questa medaglia è un’emozione indescrivibile”.