Pietro Porro, presidente del Como Calcio
Pietro Porro, presidente del Como Calcio

Como, 7 giugno 2016 - Un silenzio che fa molto rumore, quello intorno al Calcio Como che dopo l’ultima partita contro la Salernitana e i saluti di Bessa e Ganz durante la consegna della Coppa Borgonovo, non ha più dato notizie di sé. Silenzio assoluto in società e nessun segnale da parte dei collaboratori, che attendono ordini per iniziare il mercato e fissare data e luogo del ritiro. La pazienza dei tifosi pare terminata e nei prossimi giorni si pretendono risposte o almeno indicazioni sul futuro degli azzurri. Il presidente Pietro Porro un mese fa aveva assicurato che la squadra sarebbe stata regolarmente iscritta alla Lega Pro.

Intanto il mercato è partito e numerose dirette concorrenti sono molto attive. Al diesse Dolci, che comunque ha un contratto in essere per la prossima stagione, è dato con le valigie in mano pronto: lo corteggiano Siena, Cosenza, San Benedetto. La società pare che non abbia definito ancora il budget per la prossima stagione e quindi per ora nessuna operazione in vista. Anche i sette giocatori di proprietà del Como - Giosa, Fietta, Marconi, Cristiani, Crispino, Le Noci e Ambrosini - vorrebbero sapere qualcosa di più sul loro futuro. Anche Tentardini, Cortesi, Triveri e Mandelli, giovani su cui il Como potrebbe costruire la squadra per il futuro, non sono ancora stati convocati in sede per il rinnovo dei contratti.

Stefano Cuoghi ha fatto capire di aver voglia di rimanere, il suo contratto scadeva il 31 maggio ma non ha avuto alcuna comunicazione e perciò è tornato nella sua Modena. Intanto hanno iniziato a circolare i nomi di possibili tecnici come Vecchi, Cusatis o Giacomo Gattuso, rimbalzati da fonti esterne al Como che non hanno però trovato alcuna conferma. Forse se ne saprà qualcosa di più quando verrà annunciato il nome del nuovo direttore sportivo, che potrà iniziare a lavorare sulla squadra. Anche la campagna abbonamenti è pronta ma si attende il via libera della dirigenza prima di annunciare prezzi e modalità, ma anche in questo caso nessuna risposta anche per i collaboratori interni. Un silenzio preoccupante che riporta alla mente i giorni precedenti al fallimento del 2004.