Si vota l'11 giugno
Si vota l'11 giugno

Erba (Como), 9 maggio 2017 - Manca ancora un mese al voto, ma gli erbesi sono già preoccupati dal proliferare di liste e candidati: sei aspiranti sindaci accompagnati da un esercito di duecentoquaranta tra pensionati, professionisti, casalinghe e studenti pronti a entrare nel futuro consiglio comunale, suddivisi in quattordici liste. Una vera e propria guerra annunciata all’ultima preferenza che minaccia di dividere famiglie e seminare zizzania tra vicini di pianerottolo. Alla faccia dell’antipolitica rischia di esserci un candidato ogni 73 abitanti, che scendono a poco più di 50 se si contano gli aventi diritto al voto. Le prime avvisaglie di un maggio incandescente, dal punto di vista elettorale, si sono avute già domenica pomeriggio: mentre Claudio Ghislanzoni presentava sotto i portici di piazza Vittorio Veneto le quattro liste che lo sostengono (Noi di Erba, Orgoglio Erbese, Erba prima di tutto e Fratelli d’Italia), a sorridergli da un enorme poster affisso su un furgone era la sua principale avversaria, Veronica Airoldi, alla guida dell’altra metà del Centrodestra (Forza Italia, Per Erba, Il Buonsenso Erba e Lega Nord). Non va meglio in casa del Centrosinistra dove il candidato del Pd, Enrico Ghioni (sostenuto anche Erba domani e Incontro ai giovani), dovrà vedersela con Pasquale Rocca, pronto a correre con i «Socialisti per Erba», e Doriano Torchio che sta finendo di raccogliere le firme per la sua «Democrazia partecipata».

A completare la rosa Elisa Quattrone, unica donna in lizza per la carica di sindaco con il Movimento 5 Stelle, che contando sulla forza del proprio simbolo non ha bisogno di farsi affiancare da liste civiche. Così il prossimo 9 giugno a Erba gli elettori rischiano di trovarsi di fronte un vero e proprio lenzuolo con il pericolo che da qui a sabato, il giorno in cui scade il termine per la presentazione di candidati e liste, si aggiunga qualche volto nuovo. Sarà per questo che la corsa al voto degli aspiranti consiglieri è già iniziata da un pezzo, tra navigati e neofiti ognuno armato del proprio santino e di un profilo Facebook, che ormai è praticamente la stessa cosa.

Non c’è evento o aperitivo in cui non capiti di imbattersi almeno in un candidato e, visto il proliferare di liste e aspiranti, anche fare la spesa al mercato è diventata un’attività ad altissimo rischio. Nell’imbarazzo di rompere amicizie decennali o farsi diseredare dai parenti c’è chi risponde all’assalto dei candidati buttando là una promessa generica e collezionando santini. Ma di questo passo i cassetti di casa rischiano di straripare ben prima del 9 giugno.