Cantù (Como), 7 marzo 2018 - Rischia di essere una Pasqua triste quella del sindaco Edgardo Arosio che avrà un mese di tempo per rimuovere l’incompatibilità che gli impedisce di svolgere il suo mandato finché il fratello Armando manterrà il suo appalto di trasporti funebri. Una specie di spada di Damocle che pende sull’intera amministrazione comunale, che rischia di terminare anzitempo il proprio mandato se l’incompatibilità dichiarata lunedì sera nel corso del consiglio comunale non verrà rimossa entro un mese, subito dopo Pasqua appunto. Ha deciso di rimanere in silenzio il primo cittadino, che il luglio scorso aveva manifestato il suo pensiero con una lunga e accorata filippica in cui spiegava l’assurdità di una legge kafkiana che sembrava inventata per rendere inutile il voto di migliaia di elettori a fronte di un appalto assegnato al fratello, ma non per sua volontà.

Edgardo Arosio ha infatti sempre sostenuto la sua assoluta buonafede di fronte a quell’incarico assegnato dagli uffici poche settimane prima che gli elettori lo votassero sindaco a larghissima maggioranza. Domenica quegli stessi elettori sono tornati a esprimersi, votando con un consenso bulgaro la Lega, rieleggendo onorevole Nicola Molteni e governatore della Lombardia Attilio Fontana. La volontà politica insomma è fuori discussione, ai canturini la Lega e suoi amministratori piacciono, ma questa volta rischiano di essere beffati se non proprio da un cavillo dall’interpretazione di una norma che lascia più di una perplessità. Per le minoranze, “Lavori in corso” in testa, il sindaco se ne sarebbe dovuto andare già lunedì sera, decaduto d’ufficio dopo che il Tar di Milano il febbraio scorso ha accolto il ricorso di suo fratello Armando e della Zanfrini Pompe Funebri. La proposta è stata messa ai voti, ma a salvare almeno momentaneamente il sindaco ci ha pensato la maggioranza, così la votazione è finita 15 a 8. 

Il sindaco ora avrà un mese di tempo per riuscire a rimuovere la sua incompatibilità, in caso contrario il consiglio dovrà dichiararlo decaduto. Tra dieci giorni è attesa la sua difesa in aula, magari con il colpo di scena dell’accoglimento da parte del Consiglio di Stato della richiesta di sospendere l’efficacia della sentenza del Tar, oggi pienamente in vigore con l’effetto che la Zanfrini è tornata a occuparsi della rimozione dei cadaveri per conto del Comune. Un provvedimento non semplice da ottenere e così a Cantù in attesa che gli avvocati riescano a trovare un coniglio da estrarre dal cilindro si è rimessa in moto la politica che già pensa al dopo Arosio. Nella peggiore delle ipotesi la Lega potrebbe provvedere a un rimpasto di Giunta per nominare un proprio vicesindaco al quale affidare la direzione della città per scongiurare l’arrivo di un commissario prefettizio. Poi si tornerebbe di nuovo alle urne, ma non prima di un anno.