Un tecnico all'opera

Como, 7 luglio 2018 - Altro che manager, in Canton Ticino un tecnico capace di fare la manutenzione alle caldaie domestiche può arrivare a guadagnare anche diecimila franchi al mese (8.500 euro) eppure l’Assistenza elettrodomestici svizzera Sagl è stata costretta a cercare personale in Italia. «Le richieste di assistenza sono 150 al mese in Ticino, 300 in Romandia. Centocinquanta in Svizzera tedesca, ma solo perché abbiamo appena cominciato – spiega Giuseppe Modica, responsabile della comunicazione dell’azienda elvetica –. A 80 franchi l’ora, più 50 di spese a ogni uscita con mezzo proprio, si può arrivare anche a 12-14mila franchi al mese. Uno stipendio interessante». Solo una candidatura su 10 va bene, ma pochi si fanno vivi, e quelli che osano finiscono per dimostrarsi poco motivati.

«In un mese, abbiamo ricevuto dieci candidature. La metà non erano pertinenti. Stiamo valutando le altre. Forse andrà in porto qualcosa con uno solo. Le abbiamo provate tutte: niente. Un po’ c’è carenza di personale qualificato, sì. Ma soprattutto manca la voglia di mettersi in gioco. Ho incontrato diverse persone che hanno deciso di farsi bastare la disoccupazione». L’azienda ha due persone assunte in Ticino, una delle quali ex frontaliere. «Oggi però vive qui. L’abbiamo convinto a trasferirsi. Noi ci crediamo. Non è discriminazione. Se si è sul territorio, se lo si conosce, si può offrire un servizio migliore. Qui la formazione è carente. In Italia per esempio esistono scuole specifiche: frigorista, tecnico del bianco. In Svizzera mancano. Anche altri fanno fatica a trovare personale». A questo punto le ricerche si spostano oltre confine, o meglio, agli italiani che sono stufi di vivere in Italia e sognano di trasferirsi in Svizzera. L’unica condizione per usufruirne è il trasferimento in Svizzera, e sulla base dei guadagni ne vale senz’altro la pena. Ro.Can.