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Como, quattro mesi per sistemare il viadotto dei Lavatoi

Dal giugno scorso è chiuso al traffico di mezzi pesanti

di ROBERTO CANALI
Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2018 alle 07:07
Il viadotto dei Lavatoi

Como, 7 settembre 2018 - Censito nell’elenco redatto dal ministero dei Trasporti tra le infrastrutture su cui è proibito il transito del mezzi pesanti, per il viadotto dei Lavatoi si avvicina il tempo una radicale messa a nuovo. Il Comune di Como ha dato incarico alla Enser srl di predisporre il piano di messa in sicurezza dell’infrastruttura.

La società avrà 120 giorni di tempo per procedere: prima di fine anno dovrà consegnare la progettazione preliminare dell’intervento. «Abbiamo chiesto di fare il possibile per accorciare i tempi – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Bella – al di là dell’impegno contrattuale, pur senza rinunciare alla qualità del lavoro». Toccherà alla società di consulenza decidere non solo in merito all’intervento, ma anche alle modalità di esecuzione, stabilendo ad esempio se il transito delle auto potrà essere compatibile con il cantiere, oppure se converrà chiudere il viadotto. Costruita nel 2003 l’infrastruttura ha iniziato presto a dare problemi: tante, troppe vibrazioni che dalle campate si trasmettevano anche ai piloni. I primi a lamentarsi sono stati proprio i residenti del quartiere che sorge sotto l’infrastruttura e a rileggere i loro esposti alla luce di quel che è accaduto a Genova c’è davvero di che farsi accapponare la pelle. Così da giugno dello scorso anno il cavalcavia è stato prima chiuso per prove strutturali e poi riaperto ma ai mezzi con un peso inferiore alle 7,5 tonnellate. 

Un provvedimento che ha riportato indietro di vent’anni la viabilità nella Valmulini e anche a Carmerlata dove i residenti ormai da un anno sono tornati a essere ostaggio del traffico pesante. Da tempo Palazzo Cernezzi sta lavorando al progetto preliminare per la risistemazione del cavalcavia, ma calcolando i tempi degli appalti pubblici ci vorrà almeno un altro anno e due milioni di euro prima di riuscire a dare il via ai lavori. Seconda solo alla provincia di Bergamo per numero di ponti e cavalcavia, ben 650 su 550 chilometri di rete stradale, in Provincia di Como sono 23 le infrastrutture che necessitano interventi di messa in sicurezza, per un totale di 22 milioni e 200mila euro alle quali vanno aggiunte altre 46 opere di competenza comunale per altri 14.572.406 euro.

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