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2 apr 2022

Truffe in Svizzera, riciclaggio in Italia: sequestrati beni per un milione

L’indagine della guardia di finanza in coordinamento con Lugano. Una casa e conti correnti colpiti dal provvedimento

2 apr 2022
lorenzo crespi
Cronaca
Gli accertamenti sono stati svolti dal nucleo di polizia economico-finanziaria
guardia di finanza
Gli accertamenti sono stati svolti dal nucleo di polizia economico-finanziaria
guardia di finanza

Como, 3 aprile 2022 - Riciclavano denaro derivante da reati commessi in Svizzera, ma sulle loro tracce si è messa la guardia di finanza: è scattato così nei confronti di due persone un sequestro per un milione di euro. I finanzieri del comando provinciale di Varese hanno eseguito un provvedimento cautelare reale che ha interessato beni e disponibilità finanziarie appartenenti a due soggetti, nei cui confronti si ipotizza la commissione del reato di auto riciclaggio di denaro derivante da truffe finanziarie in territorio elvetico.

Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal Tribunale di Varese al termine di un’indagine svolta dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Varese e diretta dalla locale Procura. Attività svolta in coordinamento rogatoriale con l’omologo ufficio di Lugano, che aveva già indagato sui componenti di un sodalizio, composto da residenti in provincia di Varese (alcuni dei quali di origine campana), che dal 2018 al 2020 si sarebbero resi responsabili di reati di truffa ai danni di imprese elvetiche. I soggetti avrebbero acquistato merce di ingente valore da alcune aziende svizzere, per un totale quantificato in oltre 320mila euro, senza provvedere al relativo pagamento.

Per tali fatti alcuni degli indagati sono stati tratti in arresto in territorio elvetico ed hanno riportato la condanna di primo grado. Nello stesso periodo in cui venivano commessi i reati ipotizzati dalle autorità ticinesi, i finanzieri di Varese, attraverso indagini su numerosi conti correnti italiani, hanno ricostruito numerose operazioni finanziarie sospette consistite in ricariche di denaro contante (da parte di alcuni dei soggetti indagati dalla Procura di Lugano) effettuate su carte prepagate intestate all’amministratrice di una società che gestisce un centro di raccolta scommesse sportive di Varese.

Tali somme, pari a 250mila euro, sono poi state bonificate sui conti correnti della medesima impresa che le ha utilizzate per il pagamento di debiti con il concessionario nazionale autorizzato alla raccolta. Inoltre gli investigatori hanno effettuato approfondimenti finalizzati alla ricostruzione del patrimonio accumulato dai soggetti sottoposti a indagine, rilevando che, proprio nel periodo di commissione delle truffe in territorio svizzero, si è registrato un incremento del valore patrimoniale, che risultava in sproporzione rispetto ai redditi lecitamente dichiarati ai fini delle imposte e non giustificato da altre entrate regolari.

Sulla base della normativa vigente è stato così possibile applicare il provvedimento di sequestro in funzione della cosiddetta confisca “per sproporzione“, che potrebbe essere disposta laddove i soggetti vengano condannati per alcune fattispecie di reato (proprio come nel caso del riciclaggio). Tra i beni sottoposti a sequestro risultano disponibilità su diversi conti correnti, un appartamento con garage in provincia di Varese, le quote della società proprietaria di un centro di raccolta scommesse sportive di Varese e diversi automezzi.

 

 

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