Il progetto
Il progetto

Tremezzina (Como), 27 aprile 2018 - La scaramaniza è d’obbligo, di fronte a un’infrastruttura attesa da oltre quarant’anni e alla vigilia di un’altra estate di passione sulla Regina, ma questa volta la Variante della Tremezzina potrebbe essere davvero a un punto di svolta. «Nei giorni scorsi sono pervenuti al Provveditorato regionale per le opere pubbliche tutti i pareri sulla versione del progetto definitivo, rivista sotto il profilo dell’inserimento paesistico – spiega il sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra - Con gli ultimi pareri favorevoli con prescrizioni per la progettazione esecutiva pervenuti da Regione Lombardia e dalla Soprintendenza, ora il Provveditorato Regionale, con il quale, insieme ad Anas ed al Ministero delle Infrastrutture, sono rimasto in contatto quasi quotidianamente, può procedere con il provvedimento di chiusura della conferenza di servizi che approva il progetto definitivo».

Un progetto da oltre 400 milioni di euro in gran parte finanziati grazie all’intervento del ministro Delrio che ha inserito la Variante all’interno dello Sblocca Italia, assegnandole un contributo da 330 milioni di euro. Il resto dovrebbe essere coperto grazie a Regione Lombardia e Provincia di Como. «Anas da Roma conferma di avere già pronto l’incarico per la progettazione esecutiva, che potrà consentire di arrivare, entro quest’anno, alla pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori – conclude il sindaco - Il percorso può continuare ora come programmato, continuiamo a lavorarci. Ringrazio tutti i politici, i tecnici, gli amministratori e i sindaci che ci hanno aiutato e continuano a darci una mano». 

L’ultimo scoglio era il parere della Soprintendenza e della Curia, che si erano opposte al tracciato della prima Variante per chiedere la tutela dell’area attorno al Santuario del Soccorso di Ossuccio e al comprensorio di San Benedetto in Val Perlana. La revisione del tracciato e l’aumento dei tratti in galleria ha contribuito a risolvere il problema dell’impatto visivo. Unico nodo l’opposizione del comune di Mandello preoccupato per il traffico diretto nel suo territorio, utilizzato in parte come deposito per il materiale di cava. Una contrarietà, comunque non così pesante da fermare i lavori, che potrebbe essere risolta spostando parte delle pietre via chiatta attraverso il lago.