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Il tesoro di Como: la scoperta più importante dell'archeologia dopo Aquileia

Anche il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, si complimenta con la Soprintendenza

di ROBERTO CANALI
Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2018 alle 19:03
Le monete d'oro trovate a Como (Cusa)

Como, 7 settembre 2018 - E' probabilmente la scoperta archeologica più importante compiuta in Italia negli ultimi anni, ma il raggio si potrebbe tranquillamente allargare all'intera Europa, il tesoro di monete d'oro di tarda epoca imperiale recuperato durante lo sbancamento dell'ex-cinema Cressoni, nel cuore del centro storico. In un recipiente di pietra ollare di forme inedita e simile, per certi versi, a un'urna era custodito il tesoro che è venuto alla luce mercoledì, nel corso dei lavori di scavo compiuti in prossimità di quello che una volta era il palcoscenico del teatro. 

Un scoperta sorprendente per la qualità delle monete ritrovate, che grazie alla purezza dell'oro utilizzato dai romani sembrano appena coniate, anche se il vero valore della scoperta non è numismatico ma soprattutto storico. Sono infatti molto rare le monete romane d'oro che sono giunte fino ai giorni nostri, il materiale prezioso è stato infatti fuso in epoche successive per trasformarsi in altre monete di diverso conio o monili, inoltre in passato mai dei sesterzi aurei erano stati rinvenuti in una tale concentrazione. ''Non conosciamo ancora nei dettagli il significato storico e culturale del ritrovamento - ha detto il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli - ma La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, che ha la direzione scientifica dello scavo, ha subito provveduto al trasporto del ritrovamento nel laboratorio di restauro del Mibac a Milano, dove archeologi, restauratori e numismatici stanno lavorando ad un vero e proprio scavo in miniatura, all'interno del recipiente: un'attività certosina che porterà presto alla luce l'intero tesoretto, oltre a fornire ulteriori elementi indispensabili alla comprensione di questo straordinario contesto". 

Di sicuro il recipiente è stato aperto per l'ultima volta in epoca tardo imperiale, quando Roma era già in declino e l'imperatore e la sua corte si erano ritirati a Ravenna, più facile da difendere in un periodo in cui l'esercito era assediato dalle tribù dei barbari che spesso erano guidate da ex-generali romani. Alcune monete però potrebbero risalire anche a secoli prima, ma a questo interrogativo si potrà rispondere solo nei prossimi mesi quando gli archeologi avranno svuotato l'urna e catalogato pezzo dopo pezzo. 

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