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17 feb 2022

Como, violenza e tentato omicidio in centro città: condannato a 12 anni di carcere

Il cingalese picchiò brutalmente una donna appena conosciuta. Era stato identificato grazie a un cerotto sul labbro

paola pioppi
Cronaca
Tribunale di Como
Tribunale di Como

Per identificarlo dopo l’aggressione, era stato fondamentale un dettaglio: il cerotto su un labbro, sutura di un pugno in faccia preso qualche giorno prima. Ma nel frattempo Prince Tijani Ibrahim Payani, trentaduenne cingalese senza fissa dimora, era sparito da Como, lasciandosi alle spalle un’ordinanza di custodia cautelare che lo accusava di violenza sessuale, tentato omicidio e rapina: reati per i quali è stato ora condannato a 12 anni di reclusione. Il processo si è svolto davanti al Tribunale Collegiale di Como - Maria Luisa Lo Gatto, Walter Lietti, Cristiana Caruso - a conclusione delle indagini coordinate dal pm Massimo Astori. La sua cattura era stata eseguita a Castellammare di Stabia quasi un anno dopo la violenza, avvenuta la sera del 25 agosto 2019 in centro città: quella sera aveva tentato di violentare una donna conosciuta poche ore prima, colpendola alla testa con un sasso per immobilizzarla e rapinandola della borsetta con 20 euro. I due si erano conosciuti poche ore prima, in un bar del lungolago. Avevano chiacchierato e passeggiato per il centro città, man mano ripresi dalle telecamere della città murata. Arrivati vicino alla biblioteca comunale, in via Raimondi, improvvisamente l’uomo l’aveva spinta all’interno di un edificio in ristrutturazione, gettata a terra e immobilizzata, riuscendo in parte a strapparle i vestiti, senza però portare a termine i suoi intenti di violenza grazie all’opposizione di lei, che era riuscita a farsi forza.
L’aggressore aveva preso prima un sasso, poi un blocchetto di cemento, colpendola al volto e alla testa, quindi si era impossessato della sua borsetta e se ne era andato. La vittima, finita in pronto soccorso con un trauma cranico, la mascella fratturata, un taglio a un labbro e altre escoriazioni, aveva fornito ai carabinieri un dettaglio importantissimo: una ferita al labbro che aveva Payani e che si era procurato alcuni giorni prima durante una lite.
 

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